18 dicembre 2013 Terza Giornata d’Azione Globale per i Diritti delle e dei Migranti, Rifugiati e Sfollati

 Il 18 dicembre del 1990 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle loro Famiglie. Sono passati 23 anni dall’approvazione e nessun paese del cosiddetto “Nord” del mondo l’ha ancora sottoscritta. Le violazioni dei diritti umani che quotidianamente vivono nel mondo i/le migranti, rifugiati ed sfollati evidenziano l’urgenza della costruzione di percorsi di lotta e di rivendicazione che possano affermare il rispetto dei loro diritti. Queste violazioni avvengono sempre di più lungo le rotte migratorie, nei luoghi di transito diventati a volte soste permanenti. Luoghi in cui la violenza è brutale e mortale come lo dimostrano il trattenimento e le deportazioni dei migranti subsahariani ad opera dei governi nordafricani con l’aiuto dell’Europa Fortezza. In quelle rotte, i migranti e le migranti sono dimenticati, vengono trattenuti, scompaiono o muoiono senza che nessun governo faccia niente! Si violano i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati quotidianamente nei paesi di “accoglienza” dove non li si considera essere umani o lavoratori e quindi soggetti di diritto, ma manodopera da sfruttare o da schiavizzare e che può essere rinchiusa e privata della propria libertà , espulsa e deportata verso luoghi in cui rischia la vita. In quasi tutti gli Stati si criminalizza la figura dei migranti, rifugiati e sfollati. Vengono presentati alla popolazione autoctona come delinquenti, come quelli che rubano il lavoro, responsabili della crisi e dell’insicurezza cittadina, dei capri espiatori usati dai governi per distogliere l’attenzione delle società dai veri responsabili della crisi mondiale. Noi, associazioni e organizzazioni di migranti, rifugiati ed sfollati e di solidarietà con essi, vogliamo lanciare un forte segnale questo 18 dicembre 2013, affinché si fermino questo massacro continuo e la violazione permanente dei loro diritti. Le migrazioni ci stanno offrendo la possibilità di ridisegnare un mondo nuovo, un mondo in cui la libertà di circolazione non sia concepita solo per le merci, ma dove le persone possano anche circolare liberamente. Un mondo in cui ogni essere umano abbia un lavoro degno e si rispetti il principio che essi sono portatori di diritti non solo nei luoghi in cui sono nati ma oltre e al di là delle frontiere. Un mondo nel quale nessun essere umano sia illegale! http://www.globalmigrantsaction.org
Dopo le stragi di migranti, verso la Carta di Lampedusa
costruiamo una grande mobilitazione antirazzista il 18 dicembre
Dopo la strage di migranti dello scorso 3 ottobre e dopo le lacrime di coccodrillo di chi ci governa nella fortezza Europa, si sono spenti i riflettori e continuano, nell’indifferenza generale, le politiche segregazioniste per i migranti, che riescono a sopravvivere ai sempre più frequenti naufragi nel Mediterraneo. La Sicilia, trasformata in avamposto di guerra per la crescente presenza di basi militari ( Sigonella, Niscemi, Trapani, Augusta…) è anche diventata una grande prigione ghetto per tutti coloro che fuggono dai loro paesi a causa dei criminali interventi “umanitari” per esportare la “democrazia” in Irak, Afghanistan, Libia, Siria, Corno d’Africa…
Da Pozzallo a Siracusa, da Messina a Caltanissetta, da Campobello di Mazzara a Cassibile, da Trapani a Mineo proliferano i centri di segregazione dei migranti e dei richiedenti asilo ed i luoghi di disumano sfruttamento nelle campagne e nell’edilizia. Sin dalla nascita del villaggio della “solidarietà” a Mineo abbiamo denunciato la squallida operazione dell’ex ministro Maroni di sperimentare nuove politiche segregazioniste anche per i richiedenti asilo in uno sperduto villaggio lontano oltre 10 Km dal primo centro abitato e di dilapidare con l’emergenza Nordafrica decine milioni di euro (6 milioni di euro l’anno solo per spese di locazione alla spa Pizzarotti di Parma, che adesso è anche all’interno del consorzio che gestisce il Cara). Con la metà del denaro pubblico dilapidato si sarebbero potute accogliere, moltiplicando i progetti SPRAR (Servizio di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), altrettante persone in piccoli e medi paesi, favorendo il loro progressivo inserimento sociale e lavorativo, invece dal marzo 2011 si è sempre più militarizzata l’intera zona . Molti richiedenti asilo (attualmente ve ne sono oltre 4000) attendono l’esame della richiesta da oltre 1 anno e le condizioni sono sempre più invivibili. Il prossimo 18 dicembre nella terza giornata di azione globale contro il razzismo organizzeremo anche quest’anno un incontro di fronte al megaCara della vergogna, per la sua chiusura e facciamo appello ai migranti ed a tutte le realtà solidali a costruire insieme un percorso di solidarietà e di lotta per i diritti di cittadinanza e di asilo, per un movimento euromediterraneo per esternalizzare i diritti e le resistenze non le frontiere ed i profitti, per smilitarizzare la Sicilia ed il Mediterraneo
Venerdì 13 dicembre alle ore 11 Conferenza Stampa di fronte al Cara di Mineo
Mercoledì 18 dicembre dalle 15 Incontro Interetnico di fronte al Cara di Mineo
Rete Antirazzista Catanese, Comitato di base NoMuos/NoSigonella, Migralab A.Sayad(Me), Teatro PinelliOccupato(Me), Borderline Sicilia Onlus
(adesioni:alfteresa@libero.it)

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