8 marzo Mobilitiamoci contro tutte le grandi opere inutili e dannose

L’8 marzo al Palazzo Ducale di Venezia si terrà un vertice bilaterale Italia-Francia, presieduto dai due capi di governo Renzi ed Hollande. Abbiamo appreso la notizia dal sito notav.info, in cui i comitati valsusini rendevano nota la notizia fino a quel momento non troppo pubblicizzata. Vertice questo finalizzato a toccare vari punti, tra cui naturalmente la grande opera inutile del TAV Torino – Lione.
L’appello notav, teso a lanciare una mobilitazione per quella data a Venezia, è stato in pochi giorni accolto da diverse realtà territoriali venete e non solo: dai No Grandi Navi ai No Triv, passando per altri comitati no TAV sparsi in diverse zone d’Italia.
Parallelamente a questo aumento di adesioni, sull’ìncontro si sono espressi prima il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro nonchè lo stesso premier. Mentre, come al solito, la stampa locale ne approfittava per lanciare lo spauracchio No Tav. L’appuntamento tra Renzi e Hollande nella nuova narrazione diventa un summit bilaterale incentrato sulla promozione del dialogo e della pace. Come se non bastasse, settimana scorsa il presidente del consiglio ha annunciato che, in pieno accordo con il collega francese, il summit verrà dedicato a Valeria Solesin, giovane ricercatrice universitaria rimasta uccisa a Parigi durante gli attacchi terroristici avvenuti nella capitale francese per mano dell’IS. Insomma, un vertice bilaterale tra due governi guerrafondai è diventato un incontro tra chierichetti per parlare di pace e dialogo tra i popoli, in nome di una giovane vita spezzata.
Di questo discorso pubblico portato avanti da Renzi, Brugnaro e compagnia bella non ci convincono tante cose. Tra le tante, il tentativo di spacciare un vertice bilaterale come momento di costruzione di pace, quando i due governi sono i primi a chiudere frontiere ove possibile e prestarsi a guerre sanguinolente. Da un lato il governo francese, il quale ha tenuto sotto scacco per mesi l’intero paese proclamando lo stato d’emergenza e, a mesi dall’accordo UE sulla “divisione” dei migranti in tutti i paesi dell’Unione, si trova molto indietro sul piano dell’accoglienza, chiudendo le frontiere nazionali dove e quando possibile (forse Ventimiglia ricorda qualcosa). Dall’altro il governo italiano che, proprio in queste ultime settimane, ha spacciato per intervento difensivo quello che è un vero e proprio attacco militare, permettendo la partenza da Sigonella di droni e aerei da guerra. Il triste tentativo, infine, di nascondersi dietro a un dito, strumentalizzando il nome di una giovane donna ingiustamente uccisa per coprire i misfatti e lavare l’immagine pubblica di un summit bilaterale tra due governi che di pace ne fanno e ne sanno ben poco.
Per questo, oltre ad accogliere e solidarizzare con la lotta notav, convinti che la devastazione territoriale in nome di grandi e inutili opere vada fermata a tutti i costi, riteniamo che, in qualche modo, il vertice che si terrà a Venezia l’8 marzo riguarda anche noi.

Nonostante la distanza territoriale è importante per noi smascherare la strumentalizzazione di vittime e le reali posizioni di governi che, dentro ai palazzi sempre più distanti dalla vita reale, giocano con la vita e la morte di interi popoli, siano essi bombardati o respinti alle frontiere, militarizzando territori interi, compresa la nostra isola che, all’occasione, diventa la portaerei di guerre di ogni tipo.
Per un otto marzo contro la devastazione dei territori, contro le guerre e le frontiere.

 

Movimento No Muos

APPELLO

VERTICE ITALIA – FRANCIA l’8 MARZO A VENEZIA
MOBILITAZIONE NO TAV – NOMOSE – NO GRANDI NAVI

Il prossimo 8 marzo – a Palazzo Ducale a Venezia – si terrà un vertice bilaterale Hollande/Renzi su temi vari ed in particolare il progetto Tav Torino – Lione.
Il movimento No Tav della Val di Susa ci invita alla mobilitazione dal sitowww.notav.info: “… non ci resta che prepararci per dire ancora una volta no a questo progetto. L’8 marzo nella bella Venezia dove Renzi e Hollande, con il loro codazzo di ministri cercheranno una vetrina per esporre al mondo i loro disastri. Una grande opera inutile, un patto finanziario con le banche per strangolare i cittadini, una nuova frontiera per lasciare morire di guerra le persone, una nuova guerra e ancora molto altro di peggio. Aspettando la nefasta scaletta di appuntamenti anche noi ci prepareremo”.

Non possiamo che accogliere la proposta che ci viene dal Val di Susa e proporre a tutte le altre realtà del Veneto una giornata di mobilitazione generale, contro il modello di sviluppo caratterizzato dalle grandi opere inutili, dannose ed imposte.

A Venezia, città simbolo delle grandi opere – grandi bidoni, della grande retata contro la cricca del Mose che ha rubato e sperperato ben un miliardo di euro sui cinque che finora è costato il Mose, cercano la vetrina per stipulare altri accordi per la TAV in Val di Susa, opera invisa e osteggiata da trent’anni di lotte delle popolazioni della Valle.

Nella città dove nulla è cambiato dopo gli arresti del 4 giugno 2014, dove il commissariamento del Consorzio Venezia Nuova da parte dell’Autorità Anticorruzione, serve solo da “specchietto per le allodole” per continuare pervicacemente con un opera inutile, che ha già devastato la laguna, che non finirà mai e che probabilmente non funzionerà mai, visto che i Commissari non stanno neppure accertando le innumerevoli criticità sul funzionamento delle paratie segnalate da anni da scienziati e tecnici indipendenti e nonostante l’inchiesta della magistratura abbia segnalato come le mazzette servissero, appunto, non tanto per vincere gli appalti (il CVN ha la connessione unica), ma per far passare ad un progetto sbagliato i vagli, i controlli e ottenere le autorizzazioni. Una grande opera che, pur se dovesse funzionare si rivelerebbe inutile, di fronte ai cambiamenti climatici che provocheranno l’aumento del livello del mare.
Nella città dove un’altra grande opera si intende realizzare con lo scavo di un nuovo canale navigabile il Tresse – Nuovo per mantenere le grandi navi da crociera in Marittima senza farle passare per San Marco, quando esistono altri progetti che prevedono un nuovo terminale croceristico alla Bocca di Porto del Lido, fuori quindi dalla Laguna, salvaguardando i posti di lavoro, la salute degli abitanti e l’ambiente lagunare.
Un’altra grande opera per soddisfare gli appetiti dei soliti noti, della cricca affaristica e criminale che la retata storica del 4 giugno 2014 ha solo rallentato, ma non certo sradicato, visto che tutto sta continuando come prima, dopo aver cambiato i vertici e qualche nome, ma mantenendo sostanzialmente integro il “sistema”, sostituendo qualche “mela marcia”, ma mantenendo integro “l’albero” del malaffare, insito in tutte le grandi opere inutili, dannose e imposte.

ASSEMBLEA CITTADINA
– con la partecipazione di una delegazione No Tav dalla Val di Susa –
LUNEDI’ 29 FEBBRAIO ALLE ORE 17.00 IN SALA SAN LEONARDO
per discutere assieme le forme della mobilitazione, pacifica, di massa e creativa.

Invitiamo i comitati territoriali a partecipare numerosi l’8 marzo e a aderire a questo appello inviando una mail all’indirizzo:
nograndinavivenezia@gmail.com

Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene ComuneQui l’evento facebook:

https://www.facebook.com/events/1018467521551869/

Be the first to comment

Rispondi