Chi guida l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che si è espresso sul MUOS?

La memoria corta impedisce spesso di inquadrare un singolo episodio in una cornice più ampia. Lungi dall’indicare spiegazioni fin troppo banali di causa ed effetto, vogliamo ricordare la polemica che caratterizzò, agli inizi del 2013, la nomina di Fabrizio Oleari, da parte dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti, alla guida dell’ISS. Ricordiamo i fatti con un collage di notizie estrapolate da alcuni quotidiani (Il Fatto Quotidiano e l’Huffingtonpost) che si occuparono allora della vicenda:

Balduzzi vuole chi fa ricerca. E sceglie Oleari (che non l’ha mai fatta)

“Doveva essere una nomina trasparente e basata sul merito, fatta con una procedura “innovativa” per l’Italia e invece sembra essersi conclusa proprio all’italiana. La scelta di Fabrizio Oleari, attuale capo dipartimento della sanità pubblica e dell’innovazione del ministero della Salute, come nuovo presidente dell’Istituto superiore di sanità ha scatenato molte polemiche per il modo con cui è stata fatta, poco prima delle elezioni e con un governo dimissionario. E anche perché è stato scelto l’unico, tra i 5 candidati finalisti, che non fa ricerca scientifica, quando uno dei sette requisiti richiesti dal ministero era proprio “l’alta e riconosciuta professionalità documentata in materia di ricerca e sperimentazione nei settori di attività dell’Istituto”. Una delle attività principali dell’Iss infatti è proprio la ricerca… “Il percorso per la selezione è stato metodologicamente buono – rileva il senatore del Pd, Ignazio Marino – con una ricerca internazionale e l’individuazione di 27 candidati. Ma l’indice di Hirsh, utilizzato a livello internazionale per valutare l’impatto scientifico, ci dice che Vineis ha un punteggio di 68, Giuseppe Ippolito 38, De Maria 44, Vella 33, Oleari 0. Non c’è nessuna valutazione negativa nei confronti di Oleari come funzionario del ministero della Salute, ma vorrei che venisse chiamato alla guida dell’Iss uno scienziato.”… Intanto il Parlamento si é diviso su questa decisione: la Commissione Affari Sociali della Camera non ha dato il proprio parere, definendo la decisione del governo “inopportuna dal punto di vista politico” e inadeguato il curriculum, mentre la commissione Sanità del Senato ha approvato con 12 voti favorevoli, 7 contrari e un’astensione. Ma cosa si sa di Oleari? Direttore generale del ministero della Salute, portato a Roma dall’ex ministro Rosy Bindi dal Friuli, Oleari è un esperto di sanità, un manager di cui parlano tutti bene. Nell’ambiente è però noto anche come “l’uomo dei vaccini“, non solo per essere stato a capo del dipartimento della Prevenzione al Ministero, ma soprattutto per il contratto siglato nel 2009 con la Novartis per la pandemia influenzale. Il contratto siglato prevedeva clausole che salvaguardavano solo l’azienda farmaceutica e l’acquisto diretto di ben 24 milioni di dosi di vaccino, per 184 milioni di euro: ne sono state prodotte e consegnate dieci milioni, ma usate meno di 900 mila. Inoltre mancavano penali, il ministero doveva acquisire tutti i rischi e risarcire la multinazionale per eventuali perdite. Insomma, non proprio un affare. Tanto che la Corte dei conti aveva “bacchettato” il governo perché colpevole di aver accettato clausole troppo favorevoli all’azienda…

(Sanità, Iss: Balduzzi vuole chi fa ricerca. E sceglie Oleari (che non l’ha mai fatta) Il ministero nomina “l’uomo dei vaccini”, dopo aver scartato altri 4 candidati: “Iter trasparente”. Ma esplode la polemica. Marino (Pd): “L’indice internazionale per valutare l’impatto scientifico lo dà ultimo e con 0 punti. E vorrei che alla guida della struttura ci fosse uno scienziato” Adele Lapertosa, Il Fatto quotidiano, 12/2/2013)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/12/sanita-ministero-vuole-chi-fa-ricerca-ma-sceglie-lunico-che-non-fa/492860/

Ed ecco l’articolo sull’Huffingtonpost.it:

Per salvare la faccia, basta la facciata? Storie di incomprensibile politicismo applicate alla sanità pubblica

L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) è l’equivalente del National Institute of Health (Nih) americano, un luogo dove si dovrebbe decidere cosa fare e come per migliorare la salute delle persone nel paese e nel mondo…

Nel 2012 un decreto legislativo decide che:

“Il Presidente dell’Istituto è scelto tra personalità appartenenti alla comunità scientifica, dotato di alta e riconosciuta professionalità documentata attraverso la presentazione di curricula, in materia di ricerca e sperimentazione nei settori di attività dell’Istituto medesimo, ed è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute; (…). Il Presidente dura in carica quattro anni e può essere confermato una sola volta.” … Nell’ambito scientifico in generale, e medico-scientifico in particolare è molto difficile trovare dei parametri che riescano ad assegnare un punteggio obiettivo ai singoli ricercatori al fine di paragonare la loro produzione scientifica. Sicuramente un parametro universalmente accettato è la quantità di produzione scientifica, che viene di solito quantificata con il numero totale di articoli scientifici pubblicati in riviste scientifiche internazionali con un sistema di peer-review (che vuol dire che ogni articolo viene valutato da due o più colleghi esperti in quel campo scientifico e che alla fine consigliano l’editore sulla pubblicabilità o meno dell’articolo).

Un secondo parametro è l’indice di Hirsch (o H-index, in inglese). Questo è il numero di pubblicazioni che sono state citate almeno altrettante volte da altri articoli. Per esempio con un H index di 10, un autore ha almeno 10 pubblicazioni che sono state citate almeno 10 volte da altri articoli. E’ un modo per quantificare la rilevanza della produzione scientifica (partendo dal presupposto che più il tuo lavoro viene citato, più è rilevante).

Questa commissione ha esaminato 27 candidature, arrivando a proporre al Ministro cinque finalisti:

1) Paolo Vineis, Professore di Epidemiologia Ambientale all’Imperial College di Londra. Ha un totale di 734 pubblicazioni internazionali con un H index di 67.

2) Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco interno all’Istituto Superiore di Sanità. Ha un totale di 448 pubblicazioni internazionali con un H index di 47.

3) Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Irccs Spallanzani. Ha un totale di 604 pubblicazioni scientifiche internazionali con un H index di 41.

4) Ruggero De Maria, direttore scientifico del Regina Elena di Roma. Ha un totale di 394 pubblicazioni internazionali con un H index di 44. 70 articoli e un H-index di 30.

5) Fabrizio Oleari, Direttore Generale Segretariato nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare presso il Ministero della Salute. Ha un totale di 21 pubblicazioni internazionali con un H index di 4.

Il Ministro ha operato la sua scelta, indovinate chi ha proposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di nominare? Fabrizio Oleari, naturalmente.

Per questo motivo condivido l’appello del senatore Ignazio Marino e della dottoressa Claudia Cirillo di rendere accessibili i verbali di giudizio della Commissione che ha preso in esame i candidati iniziali. Senza considerare che la nomina avverrebbe a camere sciolte e a meno di quattro settimane dalle elezioni politiche. (Valentina Gallo, Huffingtonpost.it, 1/02/2013)

 

Articolo per intero: http://www.huffingtonpost.it/valentina-gallo/maggiore-trasparenza-sulla-nomina-di-oleari-allistituto-superiore-di-sanita_b_2589082.html

 

Notizia del 27 marzo 2013. Enrico Garaci, dopo oltre 10 anni, lascia la presidenza dell’Istituto superiore di sanità e sarà sostituito da Fabrizio Oleari, medico, 63enne nato in provincia di Mantova.
La notizia era già nota da tempo, ma solo ieri se ne è avuta l’ufficializzazione in seguito alla firma del Dpcm di nomina da parte del presidente del Consiglio, Mario Monti.

Foto del profilo di Comitato di base di Piazza Armerina
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Il Comitato No MUOS di Piazza Armerina si riunisce in ambito cittadino per la prima volta nell’aprile del 2012; in precedenza, singoli cittadini o gruppi di giovani, in particolare, avevano partecipato a iniziative e a giornate di mobilitazione nella città di Niscemi. Il comitato è, dunque, la risposta all’esigenza, manifestata da tanti, di conoscersi, condividere e programmare iniziative a livello cittadino. Il comitato armerino è parte attiva del Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS, il cui atto fondativo è la Carta di Intenti, approvata, dopo un lungo e articolato dibattito, nel mese di ottobre a Piazza Armerina dai comitati aderenti siciliani. Il primo grande evento organizzato dal nostro comitato si è tenuto il sei luglio 2012 presso il Chiostro Sant’Anna: al convegno pubblico sul MUOS hanno partecipato numerosi cittadini, in qualità di relatori Antonio Mazzeo e attivisti provenienti da Niscemi e Modica (Peppe Cannella ed Enzo Traina), le amministrazioni di Niscemi e Piazza Armerina, associazioni come Pax Christi, Emergency e altre. Oltre alla partecipazione alle numerose manifestazioni indette a Niscemi e alla presenza, mai sufficientemente ampia, al presidio presso Contrada Ulmo, tra le iniziative più rilevanti realizzate dal comitato vi sono: 1) incontro, con esponenti del comitato di Niscemi, con il consiglio provinciale di Enna che ha approvato il documento contro l’installazione del MUOS (settembre 2012) 2) incontro con il vescovo della Diocesi di Piazza Armerina e con il pastore della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno (ottobre 2012) 3) incontro-dibattito sul MUOS con i deputati regionali eletti in provincia di Enna e nel comprensorio di Caltagirone (novembre 2012) 4) proposta al consiglio comunale di Piazza armerina della mozione contro il MUOS, approvata all’unanimità (gennaio 2013) 5) realizzazione, sabato 19 gennaio ’13, del dibattito pubblico: “La sovranità appartiene al popolo. Il popolo dice no al MUOS di Niscemi”. Hanno risposto ai cittadini sul MUOS Antonio Venturino e Fausto Nigrelli, in rappresentanza delle istituzioni, e Agostino Sella, blogger e giornalista. Moderatore Salvatore Giordano, del comitato No MUOS.

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