Le spese militari non possono essere ‘Difese’

Crocetta dice che i Marines hanno speso 18 miliardi di euro per le stazioni MUOS nel mondo? Noi rispondiamo che le spese militari non possono essere difese da chi governa le istituzioni pubbliche.

Crocetta è preoccupato per i 18 miliardi che i marines americani stanno spendendo per le stazioni MUOS in giro per l’intero pianeta? Noi crediamo che difendere le spese militari (per giunta di un esercito di un altro governo) sia l’atto più ingiusto ed esecrabile che possa essere fatto da chi governa la cosa pubblica. In ogni caso, Crocetta aveva queste notizie sin dall’inizio e, se ne fosse stato spaventato, come dice ora di essere, non avrebbe dovuto iniziare l’iter legale di revoca, tanto sbandierato a livello mediatico, in questi mesi, da lui e dalla signora Lo Bello, sempre in occasione di grandi manifestazioni popolari e di elezioni. L’impianto MUOS in Italia è in costruzione in un territorio già malsano per inquinamento ambientale causato dal petrolchimico di Gela: a maggior ragione, Crocetta dovrebbe rafforzare la posizione di rifiuto dell’installazione del MUOS a Niscemi chiedendo agli americani di smantellare le 46 antenne già attive e di installare le parabole del MUOS altrove. In tutta l’intera vicenda, la grande protagonista è la menzogna nei confronti dell’opinione pubblica: politici e mass media, nella generalità, non affrontano la presenza e coesistenza, nello stesso territorio, oltre del petrolchimico di Gela, anche di due impianti militari ad emissione di onde elettromagnetiche che andranno, pertanto, a sommarsi: le 46 antenne dell’impianto già attivo da vent’anni, appunto, più le parabole del MUOS non ancora istallato e già considerato non nocivo. I fattori di rischio sono tre che si sovrappongono e tutti di elevata gravità: chi governa la cosa pubblica dovrebbe richiedere a gran voce l’attuazione del principio di precauzione a difesa della salute della gente e dello sviluppo reale del territorio di cui è espressione.

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Il Comitato No MUOS di Piazza Armerina si riunisce in ambito cittadino per la prima volta nell’aprile del 2012; in precedenza, singoli cittadini o gruppi di giovani, in particolare, avevano partecipato a iniziative e a giornate di mobilitazione nella città di Niscemi. Il comitato è, dunque, la risposta all’esigenza, manifestata da tanti, di conoscersi, condividere e programmare iniziative a livello cittadino. Il comitato armerino è parte attiva del Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS, il cui atto fondativo è la Carta di Intenti, approvata, dopo un lungo e articolato dibattito, nel mese di ottobre a Piazza Armerina dai comitati aderenti siciliani. Il primo grande evento organizzato dal nostro comitato si è tenuto il sei luglio 2012 presso il Chiostro Sant’Anna: al convegno pubblico sul MUOS hanno partecipato numerosi cittadini, in qualità di relatori Antonio Mazzeo e attivisti provenienti da Niscemi e Modica (Peppe Cannella ed Enzo Traina), le amministrazioni di Niscemi e Piazza Armerina, associazioni come Pax Christi, Emergency e altre. Oltre alla partecipazione alle numerose manifestazioni indette a Niscemi e alla presenza, mai sufficientemente ampia, al presidio presso Contrada Ulmo, tra le iniziative più rilevanti realizzate dal comitato vi sono: 1) incontro, con esponenti del comitato di Niscemi, con il consiglio provinciale di Enna che ha approvato il documento contro l’installazione del MUOS (settembre 2012) 2) incontro con il vescovo della Diocesi di Piazza Armerina e con il pastore della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno (ottobre 2012) 3) incontro-dibattito sul MUOS con i deputati regionali eletti in provincia di Enna e nel comprensorio di Caltagirone (novembre 2012) 4) proposta al consiglio comunale di Piazza armerina della mozione contro il MUOS, approvata all’unanimità (gennaio 2013) 5) realizzazione, sabato 19 gennaio ’13, del dibattito pubblico: “La sovranità appartiene al popolo. Il popolo dice no al MUOS di Niscemi”. Hanno risposto ai cittadini sul MUOS Antonio Venturino e Fausto Nigrelli, in rappresentanza delle istituzioni, e Agostino Sella, blogger e giornalista. Moderatore Salvatore Giordano, del comitato No MUOS.

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