Migliaia di persone in piazza per difendere l’ospedale.

Migliaia di cittadini niscemesi sono scesi in piazza oggi per manifestare il dissenso alla scellerata scelta della Regione di tagliare i fondi alla sanità pubblica paventando la chiusura dell’ospedale di Niscemi. Appare assurdo come un territorio già devastato dalle emissioni del petrolchimico di Gela, bombardato dalle onde elettromagnetiche della base U.S. Navy da 23 anni, in cui si vorrebbe costruire un impianto nocivo come il Muos, la politica decida una nuova “rapina” al territorio. La chiusura dell’ospedale, in una delle zone più inquinate d’Italia secondo i dati ISTAT, l’OMS e l’ARPA,è un evidente controsenso considerando che i dati statistici sulle patologie, sopratutto quelle tumorali, documentano percentuali altissime rispetto ai territori limitrofi. Allora bisognerebbe potenziare il Presidio Ospedaliero niscemese, altro che disporne la chiusura. Anzi, si renderebbe necessaria una politica di prevenzione più pregnante e attenta. Non secondo la politica regionale, nel silenzio dei rappresentanti locali dei partiti della maggioranza crocettiana. Non abbiamo permesso l’appropriazione della lotta da parte dei partiti politici tutti, intenzionati a cavalcarla in vista delle prossime elezioni europee. Una mobilitazione dal basso, tra mille polemiche e voglia di intestarsene la paternità, che ha visto la posizione del comitato di Niscemi vincente rispetto ai vuoti proclami dell’amministrazione. I cittadini hanno capito e sono scesi in piazza, rifiutando ogni delega. Perché non di solo Muos si ammala il territorio, perché è la sistematica distruzione del territorio che stiamo combattendo. Non potevamo dunque non scendere in piazza, la stessa piazza che da tempo non vedevamo così piena. Grazie a tutti dunque, affinché questa sia solo una tappa di un percorso.

“Ci tolgono il lavoro, le scuole, gli ospedali
ci lasciano soltanto le basi militari”

 

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