Nasce il blog Oltre le reti

Parte la pubblicazione di Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo un progetto che racconta un particolare periodo del movimento No Muos: da settembre 2012 a settembre 2013. Un anno di parole e azioni che si sostengono a vicenda, parole usate non per nascondere ma per rivelare realtà, gesti che non avevano come intento quello di violare e distruggere, ma di stabilire relazioni e creare nuove realtà.. Riviviamo insieme l’esperienza del primo anno di Presidio Permanente dalla ricostruzione di Cristina Di Pietro attivista No Muos di Niscemi. Ogni settimana sul sito oltrelereti.altervista.org  verranno pubblicati i paragrafi, corredati da immagini, video e link di articoli stampa. “Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo” non ha nessuna pretesa di esaustività. La sua unica pretesa è quella di coltivare la memoria. Senza un’azione che possa immettere nel gioco della vita il cominciamento di cui ogni uomo è capace, nulla accade o cambia; senza il discorso, che rende reali e suscettibili di ricordo, per quanto provvisoriamente, “le nuove cose” che accadono non sarebbe possibile la memoria; senza il racconto poi, “le nuove cose” svanirebbero con la stessa rapidità con cui si dileguano gli atti e le parole di tutti i giorni. Una memoria necessaria questa quindi, come l’acqua. Non bisogna mai dimenticare che questa rivolta popolare contro i poteri forti, ha generato una potenza quasi irresistibile, anche qui dove si è rinunciato all’uso della violenza di fronte a forze materialmente troppo superiori. Anche qui, dove si è scelto come modo d’azione quello della “resistenza passiva”, che è in realtà il modo più attivo ed efficace mai escogitato, perché non può essere contrastato in modo diverso dal massacro di massa. Non si deve dimenticare che qualsiasi conquista, rallentamento, onore e onere che possa attribuirsi al movimento No Muos è venuto dal basso. Se esiste qualcosa che possa essere considerato davvero simile a una vittoria, si tratta di questo. La rivoluzione culturale che era invece necessaria, non è riuscita o forse solo in parte, ed allora coltiviamo la memoria delle cose passate e di quelle che verranno.

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