Nel ricordo di Mulue Ghirmay riprendiamo la mobilitazione per la chiusura del CARA di Mineo

In questi giorni si stanno accendendo i riflettori dei media sulla vergognosa esistenza del Cara di Mineo; questo laboratorio europeo del “villaggio della solidarietà” è un’esperienza, iniziata male e proseguita peggio, che tanta sofferenza ha recato agli oltre 18.000 richiedenti asilo, che, sopravvissuti ai sempre più frequenti tragici naufragi, si sarebbero aspettati di poter esercitare il diritto d’asilo ed invece sono caduti nell’incubo di venire parcheggiati a tempo indeterminato per favorire il mega-business della pseudo-accoglienza dei gestori.
Mulue Ghirmay era un ventunenne eritreo arrivato in Italia nel maggio 2013, che si è impiccato dentro il CARA il 14 dicembre 2013, stroncato dalla snervante attesa di una commissione, che in media arriva dopo 18 mesi dalla richiesta d’asilo, mentre per legge dovrebbe esaminare la richiesta entro 20/35 giorni, invece degli attuali 500.
Sin dall’apertura del Cara nel marzo 2011, ininterrottamente abbiamo richiesto la sua chiusura, ma gli interessi economici ed elettorali erano enormi e nel calatino si è progressivamente sgretolato il fronte delle realtà che dalla parte dei diritti dei migranti aveva iniziato ad opporsi, tranne rare eccezioni come la giunta di Palagonia e pochi consiglieri dei comuni del calatino. Dall’altra parte, proprio nei giorni del suicidio di Mulue, il Sindaco Bianco presentava a Montecitorio il vergognoso film “Io sono io e tu sei tu”, che dipinge il Cara come un paradiso terrestre.
Da mesi attorno al Cara gironzola Salvini che, con i suoi seguaci, versa benzina sul fuoco contro i richiedenti asilo, che si farebbero mantenere in un “albergo a 5 stelle”; tranne rare eccezioni per qualche privilegiato, si dorme in 5 in una stanza di mt.5×6, 25- 30 persone in una casa con un solo bagno, si mangiano cibi scadenti e, per le condizioni d’indigenza, molti migranti si fanno super sfruttare dai caporali (e da padroni d’agrumeti, che a volte richiedono fantomatici “risarcimenti” per il furto di qualche kg di arance) per 15/10 euro al giorno per 8/9 ore di lavoro.
Le forze dell’ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza, esercito, ispettori di Frontex…), presenti in abbondanza, non si accorgono di niente.
Negli anni scorsi vi sono state numerose proteste e purtroppo numerosi casi di autolesionismo; all’inizio dello scorso anno il Prefetto s’impegnò a quadruplicare le commissioni territoriali, ma ancora gli operatori non si sono formati e da mesi opera una sola commissione che esamina in media 30 domande a settimana. Fino al 2013 le 2 commissioni esaminavano 70/80 domande a settimana ed i richiedenti asilo erano meno di 2000, adesso che sono più che raddoppiati (forse c’entra l’articolazione locale di Mafia Capitale?) i periodi d’attesa sono diventati biblici.
In una città come Catania (dove il sindaco Bianco ha il coraggio di vantarsi della prossima apertura della sede di Frontex nel monastero di S.Chiara) i migranti, appena sbarcati, vengono trasferiti in massa nel Cara di Mineo quando non vengono trasferiti in altre regioni affrontando lunghe ore di viaggio. Una stranezza del Cara è che per i migranti, anche se arrivano poco prima della mezzanotte, viene immediatamente attivato il budge, che per 3 giorni versa “a prescindere” il pocket money quotidiano di euro 2,50, anche se l’indomani mattina a centinaia i migranti fuggono per proseguire il loro “inarrestabile” viaggio per ricongiungersi ai loro familiari negli altri paesi europei, piaccia o non piaccia ai legislatori italiani ed europei incapaci e razzisti, che sanno solo proporre la distruzione dei barconi.
Facciamo appello ai media, che si rechino al CARA a dare voce a chi finora non ne ha avuta: i/le migranti, sono stati usati/e in questi anni come cavie di un vergognoso sistema securitario. Facciamo appello a tutte le realtà antirazziste a ricostruire un tessuto di solidarietà con i migranti, visto che fino ad ora i rappresentanti delle forze politiche, tutte, hanno fatto inutili “passerelle” ignorandoli.
Capovolgiamo i punti di vista: l’intero sistema dell’accoglienza (tranne rare eccezioni) è marcio dalle fondamenta, perché ispirato da logiche securitarie, ricostruiamo insieme ai migranti forme d’accoglienza e di costruzione dal basso di nuovi diritti di cittadinanza e di libera circolazione per tutti/e.

La storia siciliana ce l’ha insegnato emigrare non è reato
Nel mediterraneo mai più naufragi
L’Europa fortezza è causa delle stragi!

Rete Antirazzista Catanese, Comitato di base NoMuos/NoSigonella,
Città Felice, Cobas Scuola(Ct), Catania Bene Comune

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