SUL MUOS LA XIII COMMISSIONE DEL SENATO LANCIA IL SASSO E RITIRA LA MANO

Ieri è stata pubblicata la risoluzione del 13° Commissione Permanente del Senato sulla Mozione MUOS presentata dal Movimento 5S. Il Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS, non può esimesi dal rilevare che la risoluzione appare corretta nel testo e nelle motivazioni ma assolutamente incoerente e deludente nelle conclusioni. La Commissione, infatti, prende correttamente in esame la massa di documentazione prodotta dai tecnici invitati a presentare deduzioni, segnalando sia gli effetti, anche di natura psicosomatica che la preoccupazione per l’imponente impianto di comunicazione incute nella popolazione, sia le conclusioni discordanti alle quali giungono, da un lato  ARPA, ISPRA e ISS, dall’altro i Tecnici del Politecnico di Torino, coordinati dal Prof. Zucchetti. In proposito, comunque, la stessa Commissione del Senato precisa che lo studio dell’ISS, pur se genericamente nega la sussistenza di rischi immediati per la salute, conferma che non sono conosciuti gli effetti a lungo termine dell’esposizione alle onde elettromagnetiche e non è prevedibile né studiata la loro interazione con altri agenti inquinanti quali quelli chimici provenienti dal vicino polo petrolchimico di Gela. La commissione, dunque conclude che va applicato il principio di precauzione previsto dalla legislazione Europea. Tuttavia, secondo la Commissione le misure (ad) da introdursi sarebbero la riduzione delle emissioni inquinanti del petrolchimico di Gela  e la realizzazione di un sistema di controllo efficace delle emissioni elettromagnetiche e dei loro effetti, nonché la rimozione della antenne NRTF non funzionanti anche al fine di tranquillizzare la popolazione affetta da una psicosi collettiva. Il risultato al quale giunge la Commissione è assolutamente inaccettabile, sia perché le uniche misur(a)e prese, riguardo l’imminente messa in funzione del MUOS sono blandi monitoraggi, peraltro già in precedenza previsti mentre una corretta applicazione del principio di precauzione, pure richiamato dalla Commissione, avrebbe richiesto che fosse quantomeno inibita la messa in funzione del MUOS, anche a fini sperimentali, fintanto che non fosse assicurata l’assoluta innocuità per la popolazione. Innocuità, assolutamente smentita dalla documentazione acquisita dal Senato. In proposito, va ricordato che l’Ordinanza del TAR dello scorso 9 luglio (i cui effetti sono venuti meno per la revoca della Regione del 24 luglio 2013), applicando correttamente il medesimo principio di precauzione aveva totalmente inibito la prosecuzione dei lavori. Peraltro, la misura di chiedere la rimozione delle antenne NRTF inattive da l’impressione di una vera e propria presa in giro, sostanzialmente si vuole ridurre l’impatto visivo per tranquillizzare i soggetti impressionabili come se le preoccupazioni siano dovute a semplice percezione del pericolo e non alla sua reale sussistenza. Noi sosteniamo, invece, che il Senato debba applicare in modo pieno il principio di precauzione, sulla scorta di quanto deciso dal Tar con ordinanza del 9 luglio 2013, vietando qualsiasi uso del MUOS e delle Antenne NRTF stante che sussistono seri elementi per ritenerne la nocività.

Comunque vogliamo ricordare che i pericoli del MUOS non sono connessi esclusivamente alle emissioni elettromagnetiche trattandosi di istallazione strategica che costituisce obiettivo militare sensibile con conseguente rischio per l’incolumità della popolazione limitrofa.  Quella presentata dal M5S non è l’unica questione posta al vaglio del Senato perché unitamente a quella esaminata dalla Commissione dovrà essere trattata la Mozione iscritta comeAtto di Sindacato Ispettivo n° 1-00213 riguardante l’illegittimità costituzionale degli accordi internazionali con i quali sono state concesse basi militare agli Stati Uniti.  Questa mozione, il cui testo è stato predisposto dal Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS, e sul cui contenuto concordano autorevoli studiosi di Diritto Internazionale e Costituzionale, dimostra come al di fuori delle garanzie costituzionali, la popolazione sia messa in pericolo per installazioni militari, di uso esclusivo dei militari USA che ci coinvolgono inconsapevolmente e senza alcuna decisione da parte del Parlamento in tutti i conflitti in cui è parte il governo statunitense. Con tale mozione si chiede che siano sospesi tutti gli accordi bilaterali sottoscritti secondo procedure incostituzionali dal Governo, rimettendo al Parlamento la decisione su fondamentali questioni di politica internazionale ai sensi degli artt. 80e 87 della Costituzione.  Confidiamo, quindi, che il Senato, in sede di votazione su entrambe le mozioni, decida più saggiamente la totale inibitoria del funzionamento degli impianti di comunicazione di Niscemi in quanto, non solo pericolosi per la salute e l’ambiente, ma per l’incolumità fisica dei cittadini, per l’integrità della nostra sovranità popolare, e contrari a basilari principi costituzionali.

A Niscemi ed ovunque possibile il movimento NoMuos continuerà a praticare dal basso e con le lotte il ripudio delle guerre costruendo un’estate di lotta per la smilitarizzazione della Sicilia, che culminerà dal 6 al 12 agosto nel Campeggio Resistente NoMuos

      Coordinamento regionale dei comitati NoMuos

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