Un’estate di lotta per la smilitarizzazione della Sicilia, frontiera Sud della fortezza Europa! Per la chiusura delle basi militari e delle galere etniche Venerdì 18 luglio in via F.Aprile 160 (c/o LILA-Ct) alle ore 18,30

Assemblea cittadina con
Federica Sossi (Storie migranti)
Davide Carnemolla (MeltingPot)
Nello Papandrea (legale del coordinamento regionale dei comitati NoMuos)
Interverranno rappresentanti delle realtà locali

“Il Muos sarà attivo entro il 2017, entro novembre di quest’anno saranno ultimati i test”: a dirlo è il Pentagono. Ancora una volta però i piani degli USA, con l’ignobile complicità delle istituzioni nazionali, regionali e locali, non hanno tenuto conto della popolazione siciliana e del movimento No Muos, che da anni lotta contro l’installazione del sistema di comunicazione satellitare di guerra. Nel mese di giugno, nei due rami del parlamento italiano, si è consumata la discussione farsa delle mozioni presentate da alcuni parlamentari che richiedevano il blocco immediato e totale dell’opera del Muos e un pronunciamento sulla sua incostituzionalità. Le due mozioni sono state rigettate dal governo, sempre più servo degli interessi bellici degli Usa, con motivi del tutto pretestuosi.
La Sicilia è sempre più trasformata in un avamposto di guerra per la presenza di basi militari Usa-Nato (Sigonella, Niscemi, Trapani-Birgi, Augusta…), ed è anche diventata una prigione-ghetto per i migranti e i richiedenti asilo che fuggono dai loro paesi anche a causa dei criminali interventi “umanitari”che avrebbero dovuto ”esportare la democrazia” in Irak, Afghanistan, Libia, Siria, Yemen, Corno d’Africa. Chi ci ha governato in questi anni ha voluto blindare le nostre frontiere e territori, trasformando porzioni della nostra isola in lager dove tenere segregate a tempo indeterminato migliaia di persone, come accade nel mega Cara di Mineo, a Caltanissetta-Pian del Lago, Trapani, o facendo proliferare centri informali d’accoglienza in palestre (vedi PalaSpedini) , scuole, tendopoli in tutta l’isola. Il Mediterraneo, il mare che storicamente è stato luogo di incontro e condivisione di popoli e culture, è ormai diventato un immenso cimitero marino: sono decine di migliaia le vite sparite nel nulla che chiedono verità e giustizia.
L’anno scorso numerose associazioni antirazziste e reti di movimento, fra cui i comitati NoMuos , dopo il naufragio del 10 agosto e la morte di 6 migranti nella Plaia di Catania, lanciarono la campagna nazionale per il diritto d’asilo europeo, per iniziare la procedura nel luogo dello sbarco e concluderla nel paese europeo prescelto; se il diritto d’asilo europeo ed i canali umanitari fossero stati riconosciuti, tante tragedie sarebbero state evitate.
Per discutere delle prossime scadenze di lotta, a partire dal campeggio Resistente NoMuos in contrada Ulmo a Niscemi dal 6 al 12 agosto e per organizzare da Catania la più ampia partecipazione popolare al corteo che si terrà il 9 agosto, a un anno esatto dall’invasione pacifica della base avvenuta il 9 agosto 2013

Comitato di base NoMuos/NoSigonella
Rete Antirazzista Catanese

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