Da anni, con il MUOS vediamo concretamente cosa significa la militarizzazione del territorio. La Sicilia viene trasformata in un nodo strategico delle telecomunicazioni militari statunitensi e NATO, subordinando spazi, risorse e infrastrutture a interessi che non hanno nulla a che vedere con i bisogni di chi ci vive. Gli effetti li vediamo ogni giorno: controllo del territorio, presenza militare, vincoli imposti alle comunità e un modello di sviluppo costruito attorno alla funzione strategica dell’isola, non alla qualità della vita della popolazione.

Il Sud viene visto come piattaforma da utilizzare per la guerra, la logistica e i grandi interessi economici, invece che come un territorio da tutelare e far vivere. Un esempio lampante di ciò è stato il trattamento riservato a Niscemi dopo la frana di quest’anno. Tutt’ora i fondi non sono completamente arrivati e i cittadini pagano il prezzo dell’intenzionale negligenza della politica italiana.
È dentro questo stesso modello che dobbiamo leggere il Ponte sullo Stretto, venduto da decenni come la soluzione ai problemi di un Sud condannato al sottosviluppo da precise scelte politiche. Un’opera presentata come simbolo di progresso, mentre trasporti, sanità, servizi e infrastrutture essenziali continuano a essere insufficienti all’interno dell’isola. Il Ponte rientra nel processo di trasformazione del Sud in un corridoio strategico per merci, grandi opere e interessi militari, da attraversare e utilizzare secondo le necessità della classe dirigente, mentre chi ci vive continua a pagare il prezzo della precarietà, dell’emigrazione e dell’abbandono.
Le lotte contro il MUOS e il Ponte fanno quindi parte della stessa opposizione a un modello che decide quale funzione debbano avere i nostri territori.
Per questo come No MUOS rilanciamo la mobilitazione No Ponte e saremo al corteo di sabato 8 agosto, alle ore 18.30, a Messina, con partenza da piazza Cairoli.
Dal nostro punto di vista, la lotta contro il Ponte sullo Stretto si colloca nello stesso solco della lotta contro il MUOS. Per questo torneremo a manifestare tutti insieme a Niscemi nel pomeriggio del 13 settembre, chiamando alla mobilitazione tutte le realtà che si battono contro la militarizzazione dei territori e per un diverso modello di sviluppo.
NO AL PONTE E ALLE GRANDI OPERE INUTILI!
NO ALLE BASI USA E ALLA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO!
ORGANIZZIAMOCI E LOTTIAMO!
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