Leggi “ad movimentum” e governi tecnici

 

Il 20 Agosto viene pubblicato il decreto del “Fare” del governo Letta in Gazzetta Ufficiale. Mentre tutti i media si prodigano ad illustrare le presunte novità del testo un codicillo passa inosservato ai più. Così come accaduto con il decreto contro il femminicidio, in cui il governo ha pensato bene di inserire delle norme ad hoc contro il movimento No Tav,  ancora una volta il governo nasconde dentro un megadecreto generalista delle norme contro i movimenti.

Un breve articolo, passato nel più assoluto silenzio dei media, sembra però fatto apposta per la questione Muos.

Da mesi denunciamo la mancanza delle autorizzazioni ambientali del cantiere Muos poiché scadute dal 18 Giugno. Il decreto del c.d. “Fare” recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, all’art.39 chiarisce che “qualora i lavori siano iniziati nei cinque anni dal rilascio l’autorizzazione si considera efficace per tutta la durata degli stessi e, comuque, per un periodo non superiore a dodici mesi (comma 4)”.

Di fatto un codicillo permette alla marina militare americana di continuare i lavori del Muos nonostante la scadenza delle autorizzazioni, “rinnovandone” automaticamente  l’efficacia .

Una chiara norma contro il Movimento No Muos che scavalca ogni forma di legalità, un altro cavillo che permette la continuazione dei lavori del Muos fortemente voluta dal governo Letta.

Non è la prima volta che un articolo viene camuffato all’interno di decreti che dovrebbero avere i caratteri di necessità e urgenza.

Ricordiamo che il  il Decreto Sviluppo 179/2012 è stato convertito in legge 13 dicembre del 2012. Le norme riguardanti i limiti e le modalità di controllo inerenti le emissioni di campi elettromagnetici degli impianti di telecomunicazioni sono rimaste pressoché invariate. I livelli di esposizione saranno più alti perché la media del valore di attenzione sarà stabilita sulle 24 ore e non più sui 6 minuti.

A pensar male si fa peccato…

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