Storia di un Presidio, Capitolo 1

Inizi del presidio/11 Gennaio 2013

NO MUOS

 

 

1.Gli inizi del presidio permanente No Muos

Con la nascita del Coordinamento Regionale dei Comitati No Muos si è continuato un percorso, partito dalla volontà e dalla forte presenza del comitato di Niscemi, di contrasto reale allo sviluppo del progetto Muos e di monitoraggio dei lavori della base. È questo un percorso nato dal basso, che risponde alle esigenze di un popolo che non si sente rassicurato e protetto da chi lo dovrebbe fare in rappresentanza o di mestiere. Semplici cittadini hanno messo a disposizione le loro risorse e il loro tempo e, grazie al sostegno di privati che hanno prestato il proprio terreno e la propria casa, tramite anche associazioni che hanno fornito una parte della logistica, è iniziato un vero e proprio cantiere che ha portato alla realizzazione di un PRESIDIO per i giorni 7-8-9 Settembre 2012 con campeggio, iniziative di denuncia e controinformazione.

A 30 anni dalle grandi mobilitazioni popolari contro l’installazione degli euromissili a Comiso vogliamo opporci a chi minaccia le nostre vite e riprendere in mano ora il nostro futuro.

Vogliamo che si revochi l’installazione del MUOS e si smantellino le 41 antenne NRTF esistenti a Niscemi.

Vogliamo che la base di Sigonella sia smilitarizzata e riconvertita in aeroporto civile internazionale.

Vogliamo che si taglino le crescenti spese militari per le guerre neocoloniali , mentre chi governa procede con tagli alle spese sociali per salvare il capitale finanziario ed il debito delle banche.

 

Impediamo che la nostra isola continui ad essere un avamposto di guerra.

Mobilitiamoci per una Sicilia ponte di pace e cooperazione fra i popoli

e per un Mediterraneo mare di pace.

Il programma delle giornate, molto ricco e partecipato, ha coinvolto sia il campo nei pressi della base militare che Niscemi. Ha suonato per noi Arianna Trainito, regalandoci una bella serata di condivisione all’insegna della cultura popolare.

Nella notte tra il 7 e l’8 settembre gli attivisti NO MUOS al presidio di Niscemi hanno dato vita ad una gioiosa azione di disubbidienza civile, disturbando il sonno dei militari della base di telecomunicazioni USA dove si sta costruendo la stazione MUOS, con rumori emessi da casseruole, pentolame, tamburi e illuminando con torce l’interno della base. Gli attivisti No MUOS, esponendosi in prima persona, nonostante i tentativi di intimidazione e l’identificazione di alcuni di essi da parte delle forze dell’ordine, intendono lanciare un segnale chiaro. L’opposizione portata avanti sul territorio, nei luoghi dove si costruisce la base di morte, specialmente se supportata da sempre più numerosa popolazione, può creare le condizioni per la revoca dei lavori, per l’abbandono del progetto MUOS e per lo smantellamento delle 41 antenne esistenti.

Il giorno successivo il Teatro dell’Oppresso ha fatto riflettere i niscemesi e non solo, per le vie del paese. Ma anche gli Small Town, gruppo rock di Niscemi da sempre No Muos, ha riempito la serata di sabato suonando al Belvedere: un’enorme balcone all’aperto con una splendida veduta della piana di Gela considerata uno dei più bei panorami di Sicilia.

Il campeggio si è concluso con l’assemblea regionale dei comitati No Muos che ha stabilito anche l’organizzazione della settimana di mobilitazione per la smilitarizzazione della Sicilia (dal 29 settembre al 6 ottobre), in previsione della manifestazione nazionale a Niscemi di sabato 6 ottobre.

Gli avvisi di garanzia che da lì a qualche giorno saranno notificati a 17 attivisti per i fatti del 7 settembre riguarderanno: radunata sediziosa, manifestazione non autorizzata e danneggiamento aggravato in concorso di strutture militari, armati di pentole, padelle e mestoli!

Nel frattempo due audizioni a Roma, l’11 Settembre, una presso la Commissione difesa della Camera e, subito dopo, presso la Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito al Senato danno ragione alle preoccupazioni del popolo No Muos.

Non per questo i lavori alla base si arrestano. Nonostante l’esito del ricorso al Tar presentato dalla Giunta comunale di Niscemi nel 2011 che ritiene di dover entrare meglio nel merito delle questioni, nonostante le delibere comunali No Muos sempre più numerose delle città limitrofe, nonostante la nascita di sempre più comitati. I No Muos vogliono vederci chiaro, ma soprattutto non vogliono più vedere le antenne e militari americani al lavoro. Si spinge per ottenere in tempi rapidi e rendere pubblici i documenti dell’ARPA SICILIA responsabile anche del mancato monitoraggio delle emissioni delle antenne esistenti.

 

2. La manifestazione nazionale del 6 ottobre

 

Appello per la manifestazione nazionale del 6 ottobre a Niscemi

 

I venti di guerra soffiano nuovamente sul Mediterraneo; la Sicilia, da settant’anni occupata dall’esercito degli Stati Uniti, continua a subire un ruolo centrale nella strategia militare sia NATO che statunitense. A Niscemi proseguono senza sosta i lavori di costruzione del Muos, che attraverso le sue enormi parabole permetterà il flusso planetario delle informazioni militari; Sigonella Capitale mondiale dei droni (Global Hawk, Predator, Reaper) è in prima linea nelle politiche di attacco, come avviene da tempo con le guerre in Iraq, Afghanistan, Libia, ecc. Il Muos, in costruzione dentro la Sughereta di Niscemi, Sito di Interesse Comunitario, è nocivo per la salute dei siciliani […] grava su un territorio già stuprato dal Petrolchimico di Gela e dalle 41 antenne della base della marina militare USA NRTF le cui emissioni elettromagnetiche violano sistematicamente, dal 1991, i limiti previsti dalla legge. L’ambiente circostante l’installazione, per il raggio di decine e decine di km verrà progressivamente devastato e reso sterile, mentre l’agricoltura, patrimonio produttivo delle aree circostanti, subirà pesanti condizionamenti. Il MUOS è capace di interferire con le strumentazioni tecnologiche dei voli civili sull’aeroporto di Fontanarossa (già sottoposto a servitù militare dalla vicina base di Sigonella); è la vera causa della mancata apertura dell’aeroporto di Comiso; è un ingombrante ostacolo per il rilancio dell’economia territoriale; è soprattutto uno strumento di guerra e di morte. […] Facciamo appello per una manifestazione nazionale su questi temi da tenersi a Niscemi sabato 6 ottobre con concentramento alle ore 14,30 presso SP10 Contrada Apa da dove un corteo sfilerà fino alla base NRTF; In serata ore 19,30 (concentramento largo Mascione) corteo in città con concerto e interventi in piazza V. Emanuele.

Annunciata da una settimana di mobilitazione in tutte le città e i paesi in cui sono presenti i comitati No Muos, con volantinaggi, manifestazioni, eventi e porta a porta nei quartieri la grande manifestazione del 6 ottobre ha portato a marciare fino all’ingresso principale più di 5000 cittadini. Un corteo colorato, pacifico, solidale ai denunciati e che ha visto la partecipazione anche di una delegazione di donne No Dal Molin.

 

 

La mattina della manifestazione l’eclatante sequestro ad opera della Procura di Caltagirone con il prefetto Paolo Giordano per violazione delle leggi sull’ambiente a conclusione di indagini avviate nel luglio del 2011. Oggetto del sequestro sono proprio l’area e gli impianti del sistema di comunicazioni (Muos) della stazione «Naval radio transmitter facility» (Nrtf).

Si festeggia per l’inattesa buona notizia che rafforza ancor di più il movimento. La manifestazione si trasforma in un momento di condivisione di gioia e di speranza. Tuttavia è chiaro che il sequestro non può essere considerato definitivo e, se rappresenta una piccola vittoria, non per questo la protesta, l’attenzione e la partecipazione vengono meno, anzi. Un piccolo sospiro di sollievo arriva, in effetti vengono apposti i sigilli e i lavori si fermano. Una piccola rivincita nei confronti di chi si crede al di sopra di ogni legge e una soddisfazione importante per chi ha ricevuto gli avvisi di garanzia.

 

3. Dissequestro

Nel frattempo la campagna elettorale per le elezioni regionali in Sicilia è già iniziata e sono in molti, tra i candidati a dichiararsi No Muos. Ma i No Muos non sono certo tipi da cullarsi negli allori e ormai dormono sonni sempre meno tranquilli, sebbene il 12 ottobre la IV Commissione Difesa abbia formalmente impegnato il Governo:

  • a rivedere totalmente l’autorizzazione a procedere con il programma MUOS Mobile User Objective System presso la base militare americana NRTF-8 di Niscemi avviando, nell’immediato, le necessarie iniziative per una moratoria sia per quanto riguarda la costruzione del Muos, sia per il sistema di antenne già presente nella riserva;
  • ad elaborare un rapporto attuale con dati e fonti circa i denunciati pericoli rappresentati dalle radiazioni elettromagnetiche e il processo di militarizzazione che i territori e i cittadini siciliani potrebbero essere costretti a subire.

Come una doccia fredda arriva la decisione della quinta sezione del tribunale della libertà di Catania che il 28 ottobre, all’indomani delle elezioni, annulla il decreto di sequestro del Muos. Il procuratore Giordano deposita il ricorso in cassazione. La mobilitazione dal basso non fa che aumentare.

 

 

4. Presidio permanente No Muos

Il 18 novembre a Piazza Armerina viene approvata dall’assemblea la Carta d’Intenti del Coordinamento dei Comitati No Muos. I Comitati vigili e attenti sanno ormai che le tre parabole sono in via di ultimazione e manca solo la grande gru della ditta Comina, incaricata alla costruzione. La lotta diventa fisica, non c’è più molto tempo da perdere. La via istituzionale va perseguita ma ha i suoi tempi. La protesta non violenta diventa atto di forza, gli attivisti e i cittadini dicono No al Muos bloccando con i loro corpi i mezzi pesanti diretti alla base. Da allora ha inizio il vero e proprio presidio permanente, un’esperienza unica e straordinaria che coinvolge tutti i siciliani. All’indomani delle elezioni la Sicilia si sveglia più determinata che mai a non delegare alla politica del palazzo dei Normanni quello che può fare sul posto, a tenere alta la dignità di un popolo e la solidarietà tra generazioni.

 

Dal 22 novembre gli attivisti No Muos danno il via al presidio permanente su un terreno adiacente all’ingresso principale della base e che si affaccia direttamente sulla strada di passaggio dei mezzi e dei cambi di guardia. I camion vengono rispediti a Sigonella, inseguiti con le macchine per accertarsi del loro non ritorno. Per tutto il mese di Novembre e Dicembre si controllano i due ingressi della base. Vedette appostate sui principali assi viari sorvegliano l’eventuale arrivo dei TIR a trasporto speciale della gru che servirà al montaggio finale.

Uomini, donne, giovani, anziani e bambini sono tutti concordi a non essere complici di morte e preoccupati di diventare i martiri ignoti di questi nuovi strumenti di guerra!

 

 

5. Due mesi di presidio

Il presidio diventa anche un luogo di socializzazione e partecipazione. Nel giro di pochi mesi ha visto la presenza di centinaia di cittadini, uomini, donne, famiglie e bambini che hanno contribuito con le loro risorse, con le loro idee e col loro tempo al mantenimento del presidio.

Le festività hanno dato nuovo slancio al presidio, alla partecipazione trasformandolo in un laboratorio di democrazia.

Natale No Muos

Una cena sociale partecipatissima e animata che si è conclusa con una passeggiata fino all’entrata della base, lanterne luminose e fuochi d’artificio. Circa 300 persone, cantando ballando e suonando pentole e strumenti, hanno manifestato la loro di volontà di riappropriarsi del territorio. Una dimostrazione pacifica di solidarietà anche alle denunce avvenute a settembre, che hanno fatto passare come un atto violento e insensato un gesto di disobbedienza civile nei confronti di chi ci fa violenza da decenni.

 

 

Capodanno

Abbiamo chiuso il 2012 con un cenone e una festa. La partecipazione è stata rilevante ed è stato bello condividere tutti insieme un capodanno diverso dalla cena al ristorante, dalla discoteca, da ambienti vuoti di contenuti, all’insegna del divertimento ma anche dello scambio e della collaborazione per lavorare a un anno migliore e di unione nella lotta. Giorno 1 gennaio una serata splendida e di condivisione. Nicoletta Fiorina dalla Sardegna e il cantastorie Reale di Niscemi hanno regalato ai presidianti canzoni e poesie in onore alla cultura siciliana.

 

 

 

  • Trekking No Muos

Le vacanze si sono concluse con una manifestazione atipica, un trekking organizzato da diverse associazioni ambientaliste che hanno voluto portare a conoscenza degli amanti delle escursioni e della natura la grave situazione della Sughereta di Niscemi. Circa 500 persone hanno percorso 12 km passando dal presidio permanente che ha offerto loro ristoro. Combattere il Muostro e la base militare vuole dire valorizzare in concreto quello che la terra siciliana offre, un obiettivo messo in secondo piano nonostante i proclami elettorali dei politici di turno sia regionali che nazionali.

 

 

 

Anche il fronte istituzionale viene costretto ad accelerare i tempi:

  • Incontro regionale del 28 dicembre

Ottenuto grazie all’impegno di attivisti che hanno fatto pressione su Crocetta, letteralmente inseguito agli incontri pubblici in giro per la Sicilia, facendogli ricordare di mantenere le sue promesse elettorali e premendo affinché si giungesse all’atteso incontro già richiesto da tempo. Si sono portate all’attenzione degli assessori regionali all’ambiente alla salute la documentazione e le proposte realmente utili alla revoca del progetto e allo smantellamento delle antenne attualmente in funzione, in quanto l’intera base militare USA è illegale.

Una delegazione del Coordinamento Regionale NO MUOS, formata da membri dei comitati di Niscemi, Caltagirone, Palermo e Catania e dal giornalista Antonio Mazzeo, è stata ricevuta dall’Assessore Regionale al Territorio e all’Ambiente, Mariella Lo Bello, nella sede centrale dell’assessorato territorio e ambiente a Palermo. Insieme a lei era presente il direttore dell’assessorato, il dott. Arnone, ossia colui che ha firmato il provvedimento di autorizzazione all’installazione del MUOS. L’assessore Lo Bello fa le veci anche dell’Assessore Regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, i due assessorati agiranno di concerto sulla questione MUOS.

L’incontro è stato positivo, l’Assessore ha manifestato la volontà di bloccare in qualche maniera l’installazione del MUOS in Sicilia, si muovono le acque anche al parlamento regionale, ma il tempo stringe sempre di più.

 

 

6. Il ministro Cancellieri dichiara guerra al No Muos

IL COORDINAMENTO REGIONALE DEI COMITATI NO_MUOS

CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE E CON IL SUO PRESIDIO R’ESISTENTE

DI C.da ULMO a Niscemi GRIDA

NON CI FERMERANNO

Per la ministra Cancellieri la costruzione del Muos a Niscemi deve essere imposta con le forze armate! La decisione del ministro dell’interno Cancellieri di dichiarare il sito dove dovrebbe sorgere il MUOS “di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati” è un vero golpe politico istituzionale. Con questo atto si apre la strada alla repressione manu militari della crescente mobilitazione delle popolazioni e dei comitati No Muos che da tempo si oppongono all’installazione del devastante sistema di morte delle forze armate USA e alla militarizzazione dei nostri territori. Da quasi 50 giorni centinaia e centinaia di cittadini di Niscemi e delle zone circostanti si alternano nel presidio permanente di c/da Ulmo nei pressi della stazione di telecomunicazioni militari Usa per impedire il transito dell’autogru (della ditta Comina Srl di Belpasso) e dei mezzi utili a completare l’installazione delle 3 micidiali parabole. In queste settimane il presidio permanente è diventato un prezioso laboratorio di democrazia diretta e di socializzazione di differenti esperienze politico-culturali e di rapporti umani. Il Presidio ha dato luogo a numerose iniziative (musicali, artistiche,sportive), ma soprattutto, grazie all’eroico impegno degli attivisti NoMuos, si sono messe in pratica vere e proprie azioni dirette di blocco e rallentamento dei mezzi che lavorano nella base della morte.

Secondo il ministro Cancellieri il modo migliore per affrontare una drammatica vicenda che da decenni ha stuprato la riserva Sughereta, danneggiato la nostra salute e contribuito a compiere crimini di guerra contro l’umanità sarebbe quello dell’uso dell’esercito in funzioni di ordine pubblico e per reprimere la legittima protesta popolare. La ministra “tecnica” di un governo ormai dimissionario – a 45 giorni circa dal rinnovo del parlamento – sceglie di violare apertamente la Costituzione (art.11) che ripudia la guerra, impedendo che si accertino nelle sedi istituzionali le innumerevoli violazioni di legge nelle procedure di autorizzazione. E lo fa utilizzando una norma di stampo autoritario-fascista, forse nell’estremo tentativo di impedire che le mobilitazioni popolari contro il MUOS crescano ancora di più, consolidando anche nel martoriato Sud un nuovo fronte di Resistenza come in Valsusa con il movimento NoTav.

A fine d’anno abbiamo avuto un’incontro all’ARS con l’assessore all’ambiente Lo Bello. Il confronto deve proseguire purché sia utile a raggiungere in tempi immediati la revoca da parte della Regione, in autotulela, di tutte le autorizzazioni concesse per i lavori all’interno della Sughereta. Da parte nostra comunque, continuerà la lotta contro il criminale progetto di guerra e di devastazione ambientale. Già a partire dai prossimi giorni lanceremo un calendario di mobilitazioni che si articoleranno a livello locale, regionale e nazionale.

No al Muos, No alla guerra, via le basi Usa dalla nostra terra !

Niscemi, 9-1-2013

 

 

7. REPORT NOTTE DEL 10-11 gennaio 2013

Niscemi INVASA da centinaia di forze di polizia. Con inaudita violenza sono stati rimossi i blocchi dei manifestanti per il passaggio del convoglio con i mezzi per il montaggio delle antenne MUOS.

Alle 22,30 della sera del 10 gennaio é stato avvistato il convoglio con 4 camion e 2 gru della ditta COMINA scortati da numerosi reparti d’assalto di Polizia e Carabinieri lungo la Statale Catania-Gela. Il convoglio partito da Belpasso per evitare il transito attraverso la città ha proseguito lungo la SS115 per poi risalire da C.da Terrana a sud della base militare di Niscemi. Alle ore 00.30 gli occupanti del presidio, situato a Nord della base per timore di non riuscire ad impedire il passaggio del convoglio si sono mobilitati e diretti in C.da Terrana. Nelle stesse ore Niscemi veniva invasa da decine di truppe di Polizia e Carabinieri che hanno effettuato innumerevoli posti di blocco nei punti nevralgici di transito verso la base militare, non permettendo il passaggio delle persone, creando numerose difficoltà anche ai residenti che alle prime ore del giorno si recavano al lavoro. Cio’ nonostante, numerosi attivisti e cittadini (allertati da internet e SMS) si sono recati in C.da Ulmo ma le forze di polizia schierate presidiavano tutti gli accessi ed hanno impedito a tutti di proseguire in direzione del convoglio, né di accedere al presidio di C.da Ulmo. Solamente gli attivisti che già si trovavano al Presidio di C.da Ulmo sono riusciti a raggiungere il convoglio in C.da Terrana. All’1.30 del mattino, in C.da Gallo (al bivio tra il borgo di S.Pietro e Caltagirone) si è tenuto un primo blocco da parte del Comitato NO MUOS di Niscemi unitamente ad alcuni membri di altri Comitati che sono riusciti a sopraggiungere nel frattempo da altre città. Le forze di polizia in tenuta anti-sommossa hanno reagito duramente e con violenza. Hanno effettuato alcune cariche, ma nonostante l’impeto dei poliziotti i manifestanti sono riusciti a resistere ai blocchi sotto le manganellate per alcune ore. La dinamica del blocco è stata estremamente dura, i manifestanti ripetutamente si opponevano con il corpo al passaggio dei mezzi pesanti in maniera pacifica, ma le forze dell’ordine, incitate dai capi dell’operazione, non rinunciavano ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente gli attivisti con numerose cariche. Il convoglio alle 3.30 dopo ore di resistenza è riuscito a passare e a proseguire lungo la Strada Provinciale che porta alla base militare. Dopo aver superato il primo blocco alcuni reparti hanno impedito ai manifestanti di spostarsi per almeno un paio d’ore, assicurandosi che non riuscissero a raggiungere altri manifestanti che nel frattempo arrivavano dalla città. Altri attivisti che arrivavano dalla Città sono riusciti a superare i posti di blocco e a raggiungere la Strada Provinciale in posizione utile per effettuare un presidio per impedire il passaggio del convoglio. Alle ore 4. 00 circa nei pressi di C.da Vituso (lungo la S.P. Niscemi-Caltagirone) viene effettuato un secondo blocco stradale in maniera pacifica e civile. Nonostante che l’opposizione fisica dei manifestanti fosse del tutto serena, le centinaia di forze dell’ordine che scortavano il convoglio, anche questa volta non hanno esitato ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente i singoli manifestanti. Dunque, dopo ore di resistenza civile, il convoglio è riuscito alla fine ad accedere alla base militare intorno alle 4.30 scortato e protetto da centinaia di agenti di Polizia e Carabinieri. Alle ore 5.30 i manifestanti sono riusciti a ritornare al presidio di c.da Ulmo ed hanno indetto un’assemblea immediata ed urgente, dopo un breve dibattito si è deciso di allertare ed informare la città di Niscemi del grave fatto accaduto. Alle ore 6.00 presso il Largo Spasimo si è tenuto un breve comizio rivolto ai niscemesi che si recavano al lavoro nelle campagne. Il presidio di C.da Ulmo denuncia il grave fatto accaduto questa notte, un invasione armata da parte dello Stato ha di fatto impedito l’esprimersi del territorio. Con la forza lo Stato ha voluto impedire che la popolazione che ospiterà questa installazione decida se accettare o meno il prezzo da pagare in termini di salute, pace e inquinamento. “E’ un atto di prepotenza inaudita, che tuttavia non ci indebolisce” – dicono gli attivisti del presidio – “Il passaggio di questo convoglio non è una sconfitta ma l’inizio di una nuova fase della resistenza all’installazione del MUOS. Verrà probabilmente indetta a breve una grande mobilitazione per portare la questione alla ribalta nazionale”. E’ convocata per domani 12 gennaio alle ore 15.00 un’assemblea generale del coordinamento regionale NO MUOS dove verranno decise le prossime mosse delle azioni di contrasto all’installazione.

Ore 8.35 – Presidio NO MUOS di C.da Ulmo

 

 

 

 

 

All’indomani il presidente della Regione Sicilia Crocetta ha dichiarato: “I siciliani sappiano che il governo siciliano non farà alcuno sconto sulla salute dei cittadini e, nel giro di qualche giorno, il provvedimento di sospensione dei lavori e della messa in mora dell’esercizio dell’impianto Muos sarà emanato, per cui a nulla servono forzature di stampo autoritario per imporre alla Sicilia strumenti che potrebbero essere collocati in aree più idonee, dove non ci siano rischi per la salute dei cittadini”. Quello che suscita scandalo è che si è atteso tanto, troppo, nonostante le inchieste, le rilevazioni ARPA, le proteste forti di argomentazioni incontrovertibili, l’unione del popolo siciliano che scavalca lo stretto e trova la solidarietà dei No Tav, dei No dal Molin, dei pacifisti e di tutti quelli che denunciano un’Italia serva degli americani che ancora chiede tasse per pagare gli stipendi di chi dovrebbe proteggerti e non lo fa. Numerosi i comunicati stampa solidali ai No Muos di associazioni, riviste, movimenti. Sappiamo che qualsiasi risultato positivo si otterrà sarà solo perché dal basso si è creato il movimento, perché migliaia di cittadini hanno appoggiato e appoggiano la causa No Muos, perché i No Muos non si sono arresi e non si sono accontentati delle promesse e si sono fatti trovare pronti anche alle manganellate.

Il presidio permanente è fatto di persone, sguardi, voci, canzoni, coperte, sedie, poltroncine, tavoli, legna che arde, pentole per cucinare, una dispensa e cassette di frutta, documenti, volantini, pubblicazioni ambientali, computer. Ogni giorno e ogni notte il fumo della stufa sale in alto e manifesta la presenza della vita che resiste sullo sfondo della mega antenna, la più alta ma non l’unica, un simbolo di oppressione e di morte che nasconde dietro la collina l’ancora più opprimente MUOS in costruzione.

 

 

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