Diario di Bordo // 1 Novembre 2018

Proviamo a mettere insieme i pezzi di una giornata convulsa per i No Muos attraverso gli articoli di giornale.

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Ascolta qui la trasmissione:  https://www.raiplayradio.it/audio/2018/10/OBIETTIVO-RADIO1-MILLENNIALS-0d883370-d723-470e-abde-bdb2ef224274.html

La mattina si apre con quello che poteva essere un colpo di scena: Trizzino, ai microfoni della trasmisione Obiettivo Radio 1 andato in onda alle 9 su RadioRai 1 dichiara che la famosa memoria difensiva con cui il ministero della difesa retto dalla 5S Trenta ha chiesto il rigetto delle nostre domande al CGA è ACQUA PASSATA.  

Smantelleremo il Muos. La memoria della ministra Trenta contro il ricorso dei No Muos per bloccare l’attività del sistema di comunicazione satellitare militare americano? Un fatto già passato”. Il deputato cinque stelle dell’assemblea regionale siciliana, Giampiero Trizzino, ospite di Obiettivo Radio1, replica agli attivisti No Muos sul megaradar americano di Niscemi (Caltanissetta)

La notizia è subito ripresa da tutti i quotidiani.

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Leggi qui la notizia: https://meridionews.it/articolo/70971/muos-trizzino-annuncia-il-dietrofront-del-governo-ministero-ritirera-memoria-difensiva-davanti-cga/

 

Il ritiro della memoria difensiva presentato dall’avvocatura dello Stato, un incontro con la ministra della difesa Elisabetta Trenta e parole chiare sulla contrarietà al Muos da parte del vicepremier Luigi Di Maio. Sono le promesse che Giampiero Trizzino, deputato pentastellato all’Ars, consegna alla trasmissione Obiettivo Radio1, per sedare i dubbi attorno alle promesse elettorali del M5s, dopo la conferma della costruzione del Tap in Puglia e le incertezze sulla Tav a Torino. In Sicilia, infatti, da giorni il movimento di Grillo sta subendo un pressing asfissiante da parte dei comitati No Muos.

 Questa sarebbe la novità che Di Maio ha annunciato qualche giorno fa. 

 

Articolo La Sicilia 28/10/2018la-sicilia

 «’Nchia, Luigi, ‘sta cosa del Muos non la dovevi dire: Giancarlo sta partendo per l’America, se quelli s’incazzano lo tengono in ostaggio alla Casa Bianca…». Il leader del M5S ride di gusto. E risponde con prontezza: «Ragazzi, non vi preoccupate. Conte è diventato molto amico di Trump: se ci sono problemi, mandiamo lui a liberare Gianca’…». Il riferimento è all’“International Visitor Leadership Program”, organizzato dal Dipartimento di Stato degli Usa, che vede fra gli ospiti (è partito ieri sera, tornerà il 7 novembre) il vicepresidente dell’Ars, Giancarlo Cancelleri, come “osservatore” delle elezioni di Midterm negli Stati Uniti.

Ma il siparietto, soprattutto, arriva qualche minuto dopo la risposta di Di Maio ai giornalisti che a Scordia gli chiedono del Muos di Niscemi: «Nei prossimi giorni ci saranno novità…». Senza aggiungere altro.

 

 

Nelle stesse ore Cancilleri, grillino della prima ora, si trova in America in occasione delle elezioni di mid-term

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Cancelleri vola negli Stati Uniti: seguirà le elezioni di medio termine
„Il vicepresidente dell’Ars ed esponente del Movimento 5 Stelle è l’unico delegato siciliano: “Mi riempie di soddisfazione il fatto che il Movimento venga visto anche dagli Usa come un interlocutore credibile”“

Leggi l’articolo: https://www.palermotoday.it/politica/giancarlo-cancelleri-usa-elezioni-medio-termine.html

La questione Muos torna quindi alla ribalta, suscitando malumori all’interno del Movimento 5 Stelle siciliano per i silenzi romani.

 

 

I parlamentari però sono in subbuglio, si narra già di chat che scottano e spaccature. “La questione Muos è destinata a fare la fine del Tap, dell’Ilva e delle promesse non mantenute dal movimento”.

Ma davvero i No Muos rischiano di fare la fine dei No Tap? Se lo chiede Next Quotidiano

 

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D’accordo, il MUOS non è nel Contratto di Governo tra Lega e MoVimento 5 Stelle. È vero, come per TAP, TAV, Ilva, Terzo Valico, programma di acquisto degli F-35 o Tunnel (ferroviario) del Brennero si tratta di un progetto iniziato quando il M5S non era al governo. D’altra parte è noto che l’Italia esistesse anche prima dell’avvento al potere dei grillini. Eppure proprio il MoVimento 5 Stelle è il partito che più di ogni altro ha sostenuto le istanze dei No MUOS, i comitati di cittadini che si oppongono alla realizzazione del Mobile User Objective System che è stato realizzato in Sicilia vicino a Niscemi.

Quando il MoVimento 5 Stelle lottava a fianco dei No MUOS

L’installazione del Dipartimento della Difesa USA è stata ultimata nel 2014 e da sempre il M5S si è schierato a fianco del Coordinamento No MUOS. Ad esempio nel 2015 all’indomani del sequestro del sistema radar da parte della procura di Caltagirone il MoVimento, deciso in seguito ai ricorsi al Tar promossi dai No MUOS scriveva che il provvedimento «costituisce una importante vittoria del MoVimento 5 Stelle».

 

Continua qui: https://www.nextquotidiano.it/m5s-no-muos/?fbclid=IwAR3V-xgCOQbYrdliwH_7nOayv8d4i2D2ZwDN2e6JvhcxK4iQ7CMOh0yZj1g

Quasi tutti i giornali titolano così:

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Il Movimento 5 stelle ha una nuova grana con le promesse elettorali su cui tentenna da quando è al governo. Dopo Tap e Ilva, stavolta si tratta del Muos, il moderno sistema di telecomunicazioni satellitare militare degli Usa installato a Niscemi intorno a cui si è raccolta un’opposizione locale cavalcata dal M5s.

Leggi qui: https://www.ilfoglio.it/cronache/2018/11/01/news/perche-il-muos-e-la-nuova-grana-del-m5s-con-i-movimenti-del-no-222260/?fbclid=IwAR313raXLM8BbCZ0gQ-JnPnqGbSeCD-ScSGxlp4d4mdvRnU0xnY3qvV6_yQ

 

 

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Ma poche ore dopo “fonti del ministero della difesa” smentiscono Trizzino: il deputato regionale siciliano parla solo per sé, l’unico organo titolato a prendere una decisione è la Trenta.

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«Uno dei tanti no dei Cinque Stelle viene a colpire il Muos ed è come fare guerra agli Stati Uniti. Si vuole infatti smantellare l’attività del megaradar satellitare di Niscemi ed è una crociata del deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana Giampiero Trizzino. Forse ignora che è una scelta difficile primo perché implica la rottura di accordi già in essere da diversi anni e poi perché costerebbe una fortuna (20 miliardi) rompere questo tipo trattato e procedere allo smantellamento. Un ultimo aspetto riguarda anche la sicurezza che un simile apparato può garantire e che non va sottovalutata». Così in una nota la parlamentare Stefania Prestigiacomo (FI).

Leggi articolo qui: https://www.ilmessaggero.it/italia/muos_radar_sicilia_m5s_trenta-4078749.html?fbclid=IwAR358y206kyqFRx7pRoEcjRiWq4Km_ICM9lD-Ivw5KoX2-44D9cI2QXeJjs

Parole che sanno di marcia indietro. Si preannuncia uno scontro tra Roma e i Cinque Stelle siciliani. O meglio, tra Roma e Trizzino dato che gli altri esponenti M5S dell’isola risultano latitanti.

 

Intanto assistiamo alla difesa d’ufficio del Muos da parte del PD e di Forza Italia. Girano voci incontrollate di penali gigantesche da pagare, Stefania Prestigiacomo, siracusana, parla addirittura di 20 miliardi di Euro.

Crocetta, salvo poi autosmentirsi, aveva parlato di penali per 250 milioni di euro. L’Udc le quantificava in 29mila euro al giorno.

Ovviamente è il balletto a chi le spara più grosse (le penali) per giustificare un’opera.

Strano però che la Prestigiacomo non sappia che non ci sono penali da pagare, semplicemente perché non c’è nessun contratto. 

Dovrebbe saperlo perché nel 2011, quando il Muos è stato autorizzato, lei era ministro dell’ambiente nel governo Berlusconi.

E da ministro non sapeva che il luogo in cui sarebbe sorto il Muos era (ed è) una riserva naturale tutelata.

 

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Segnali più che contraddittori che però sembrano marciare in una direzione ben poco ostinata e contraria, lontano dal movimentismo localista delle origine. Perché l’opera sta molto a cuore agli Stati Uniti d’America e difficilmente il premier Giuseppe Conte, in un momento così delicato, sarebbe disponibile a dare un dispiacere al presidente Trump. D’altro canto, dopo la giravolta della Tap e dell’Ilva, dopo i condoni fiscali e di Ischia, e in attesa di notizie sulla Tav, un’altra retromarcia su un tema identitario sarebbe pericolosa. E dunque non è del tutto escluso che l’argomento finisca per essere un motivo di conflitto tra Di Maio e il premier Conte.

Leggi l’articolo completo: https://roma.corriere.it/notizie/politica/18_novembre_01/muos-5-stelle-siciliani-si-smantella-ma-governo-teme-irritare-trump-bfb2ca08-de0b-11e8-8216-3f7e282dea98.shtml?fbclid=IwAR0m4Y8JZkmmOJnlkjNAZPzysbYhESR-6nYcmn5M36nPQrVOjHPmaOIdmNg

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Luigi Di Maio la settimana scorsa, ospite in Sicilia, precisamente a Scordia, sull’onda dell’entusiasmo aveva annunciato importanti novità sul Muos. A distanza di pochi giorni le parole del consigliere Trizzino lasciano intendere che il Governo si metterà di traverso, ma il dicastero della Difesa chiarisce che “in questi giorni il Governo è al lavoro sul dossier” e che “l’unica voce ufficiale sul tema è e sarà quella del governo”. E dal Governo l’annuncio che Di Maio dovrà dare, se mai lo darà, non porta allo smantellamento del Muos. Affinché ciò avvenga bisogna prima di tutto che il premier Giuseppe Conte ne parli con Donald Trump e nell’incontro che a luglio c’è stato tra i due non sembra sia stato affrontato l’argomento. Ed è evidente che si stia cercando di allontanare più possibile l’argomento con l’amico Donald – che non sta facendo mancare il suo sostegno al Governo di Roma in questi giorni, anche via Twitter – dal momento che tra dieci giorni ci sarà a Palermo la conferenza sulla Libia e l’Italia conta moltissimo sul sostegno americano per la sua diplomazia nel Mediterraneo. Aprire un conflitto diplomatico con l’America non è mai una buona idea, tanto meno lo sarebbe adesso per il Governo.

Leggi l’articolo qui: https://www.huffingtonpost.it/amp/2018/11/01/prossima-rottura-sul-muos_a_23577892/?fbclid=IwAR1LjzLneyWvOZH8CbYorJ8QOP46HG7X4XVOqdIF0NE_wxEtFMI8bwb73Qg#

 

Insomma, la novità è che non c’è niente di nuovo se non un conflitto interno tra esponenti del  Movimento 5 Stelle. Che fine ha fatto la democrazia diretta? Che fine hanno fatto anni di battaglie contro il Muos?

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In serata arriva la notizia che anche l’Ars si occuperà della vicenda attraverso la mozione di Claudio Fava (Centopassi) che chiede al parlamento siciliano di criticare il premier Conte e di bloccare i nuovi lavori in base.

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Il caso Muos arriva all’Ars. A farlo entrare a Palazzo dei Normanni è il deputato Claudio Fava (Centopassi) che chiede all’assemblea e al governo regionale di prendere posizione contro il sistema di comunicazione satellitare militare degli Stati Uniti di Niscemi.

La proposta di Fava arriva dopo che il ministero della Difesa si è opposto, tramite l’avvocatura dello Stato, all’istanza di annullamento di una sentenza del Cga, presentata dai comitati che lottano contro il sistema Usa, che ribaltava il giudizio di primo grado in cui veniva ritenuto “abusivo” il Muos. Una linea in continuità con i governi precedenti che imbarazza la base dei 5stelle siciliani.
E proprio la mozione presentata da Fava rischia di alimentare altro imbarazzo tra i grillini. Infatti, con documento si “impegna impegna il governo della Regione a censurare e stigmatizzare la decisione del governo nazionale in merito alla richiesta di rigetto dell’istanza di annullamento della sentenza Cga del 2016”.

I deputati regionali del Movimento voteranno la mozione prendendo posizione contro la linea del governo Conte?

Leggi l’articolo qui: https://palermo.repubblica.it/politica/2018/11/01/news/muos_fava_chiede_all_ars_di_criticare_conte_che_faranno_i_cinquestelle_-210545780/?fbclid=IwAR0gglNVTCAB67Z7_i6ghqqwkBvO1D4g4dSu77aZzWly5po3Fu9UvkY6Cf8

 

Si conclude così una giornata complicata. Noi cercheremo di seguire tutta la vicenda con rassegne stampe giornaliere. Per maggiori informazioni potete seguirci su Facebook: www.facebook.com/CoordinamentoNoMuos/

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