No all’inganno: migliaia di manifestanti dentro la base

In migliaia dentro la base, l’antisommossa si ritira (foto di Gianluca Murella)

Questo è comunicato stampa e “comunicare” è per tutto il movimento No Muos “mettere in comune” la propria esperienza e la propria azione quotidiana con il resto del mondo. E, talvolta, entrarci in sintonia. I mezzi che il movimento utilizza per raggiungere questo fine non sono tanti e tutti facilmente prevedibili e alla luce del sole: i comunicati stampa, il passaparola, le azioni di disobbedienza civile. Ma la regina di tutte le azioni dirette allo scopo è la manifestazione.

Nella manifestazione del 9 agosto, in particolare, si sono “messe in comune” diverse componenti che riteniamo opportuno esplicitare di seguito.

I giovani, gli anziani, le persone senza età, le mamme e i papà con i loro bimbi al seguito hanno percorso un tragitto nel bosco della sughereta sotto un sole rovente e con temperature tropicali ciascuno spinto da proprie motivazioni che ha condiviso con gli altri. Seimila persone che hanno voluto mettere in comune ed esternare al mondo intero le proprie ragioni che si possono riassumere, per brevità, in un paio di sintetiche frasi: non vogliamo il MUOS, vogliamo smantellare la base NRTF degli USA e riprenderci il territorio per restituirlo alla sua naturale destinazione di area protetta a livello comunitario. Di fronte a tale determinazione e a queste richieste non vi sono accordi bilaterali fra eserciti che tengano: come non sono tollerabili muri che le impediscano.

Nelle persone in marcia (fra loro pure diverse “parti dello stato”: ad esempio consigli comunali, parlamentari e sindaci) oltre alla determinazione, vi era l’entusiasmo per la convinzione di partecipare a un evento storico: per la prima volta, infatti, migliaia di persone hanno messo piede, tutte insieme e contemporaneamente, all’interno di una base militare conquistandola pacificamente. Pacificamente, sì. E in migliaia. Perché nessuno dei manifestanti ha mosso un dito contro gli uomini armati dello stato che hanno preferito abbandonare la difesa di ciò che è divenuto indifendibile. Spiace che uno di loro si sia fatto male a un ginocchio colpito dal “fuoco amico” di un suo commilitone che, inciampando e rovinandogli addosso, lo ha fatto finire a terra lungo una scarpata. Per questo lavoratore in armi auspichiamo una pronta guarigione e ci auguriamo che dimostri il senso civico di precisare alla stampa, e non ai soli organi inquirenti, come sono andate le cose: ossia che non è stato colpito, e nemmeno sfiorato, da manifestanti.

Una manifestazione, di qualunque genere, appartiene alla comunicazione politica e come tale va raccontata: i cittadini che vi partecipano si rivolgono a un universo di destinatari composto da chi detiene il potere, dai governi come dagli altri poteri, e da tutti gli altri cittadini dello stato e del mondo. La narrazione che si fa di una manifestazione è un punto chiave e il messaggio che la manifestazione contiene (o i messaggi), come ogni messaggio, richiede una decodifica: una interpretazione possibile solo se ai destinatari il messaggio arriva. E se arriva chiaro, senza disturbi, senza offuscamenti.

Ciò che il giorno dopo si racconta della manifestazione è importante quanto la manifestazione stessa: il messaggio che i siciliani e, con loro, tanti altri cittadini hanno capito l’inganno e lo respingono. Ci hanno ingannato raccontandoci che la base NRTF di contrada Ulmo fosse una innocua stazione radio: abbiamo scoperto che non è vero. Ce lo hanno detto chiaro e tondo affermando che è un sito di interesse strategico per la difesa degli Stati Uniti. Ci dicevano che è innocua e neanche questo è vero.

Insomma rifiutiamo l’inganno dell’apparato politico-militare mondiale che si esprime per bocca di ministri, generali e colonnelli secondo cui la Sicilia non può sottrarsi alla sua vocazione di portaerei “naturale” nel mediterraneo.

Ecco: in ciò sta il disaccordo dell’intero popolo No MUOS e di tutti i siciliani onesti e non asserviti alle logiche mafiose dell’apparato politico-militare internazionale. Noi siamo convinti che prima o poi una portaerei verrà colpita e affondata: non vi è altro destino per una portaerei. Affermare il contrario è un inganno.

Un’isola di pace è un ponte verso il futuro. E dopo Niscemi si smilitarizzi la Sicilia tutta.

Riportiamo di seguito i seguenti link:

la rassegna stampa dei giornali di ieri (non sta a noi il giudizio)

il post di un vostro collega, il giornalista e blogger Sebastiano Gulisano, secondo cui la maggior parte della stampa ieri ha bucato la notizia raccontando una cosa per un’altra e non l’evento storico di migliaia di persone dentro la base

lo “scoop” di Antonio Mazzeo, anche lui giornalista e blogger, che ironicamente intervista un mafioso No MUOS.

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Il Coordinamento Regionale dei comitati NO MUOS è un'aggregazione di comitati NO MUOS che si sono formati in Sicilia negli ultimi anni. Esso nasce dall'esigenza di dar vita ad una serie di iniziative comuni e diffuse riguardanti l'informazione sul MUOS e l'opposizione all'istallazione di questo impianto in modo da estendere quanto più possibile la mobilitazione sviluppata in ogni paese.

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