
La riduzione delle opportunità per donne e uomini è figlia dello smantellamento del welfare, della crescente devastazione ambientale, della negazione di sviluppo reale e dell’attacco ai diritti; è il silenzio continuo e costante sulla militarizzazione dei territori, sulle guerre occidentali che hanno nel Mediterraneo il fulcro geopolitico nella presenza di basi, di strumenti di morte come i missili nucleari e installazioni militari di ogni tipo, di impianti altamente pericolosi come MUOS e base NRTF con le 46 antenne attive dal 1991 nel silenzio totale di chi ha governato e governa i territori. Violenza è l’ignobile politica di respingimento di donne e uomini; come non condividere la giusta osservazione dell’appello contro il G7 laddove afferma: “… nei Cara e nei CIE, gli odierni lager della fortezza Europa, le violenze e la violazione dei diritti umani sono all’ordine del giorno. Per non parlare delle centinaia e centinaia di esseri umani che muoiono ad ogni stagione nel Mar Mediterraneo per il nostro rifiuto di soccorrerli ed accoglierli o che vengono torturati su nostro mandato nei lager Libici, nei quali la condizione delle donne è al di sotto di qualsiasi soglia di umanità. Con quale faccia si viene a parlare di diritti delle donne in un’isola che con la realtà degli sbarchi prende atto quotidianamente di questa strage? Quale credibilità possono avere i G7 per parlare di pari opportunità senza parlare di libertà di circolazione per tutte e tutti?”
Il Movimento No MUOS, pertanto, ribadisce l’adesione all’appello, condividendone le pratiche di resistenza alla sopraffazione e le lotte dal basso per l’autodeterminazione di tutte e tutti.
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