ENI, colonialismo energetico e militare

Mentre la crisi energetica si abbatte sulle persone attraverso bollette alle stelle e inflazione a doppia cifra, c’è chi esulta per il parallelo aumento dei profitti. È il caso di ENI, la multinazionale dell’energia che soltanto nel terzo trimestre del 2022 ha conseguito un utile netto di 10,80 miliardi di euro. La speculazione sul mercato finanziario di Amsterdam, all’origine dell’incremento spropositato del gas, è soltanto uno degli aspetti da analizzare quando si parla di energia. Troppo spesso, infatti, lo sfruttamento italiano delle fonti fossili – carbone, petrolio e gas – è realizzato in combutta con le istituzioni. Una complicità, quella tra Eni e lo Stato, di cui Gela è uno dei simboli più evidenti. 
Dopo aver consumato per più di 60 anni il petrolio del sottosuolo, il cane a sei zampe si appresta a far diventare la città siciliana la capitale italiana del gas. Senza reali benefici per il territorio. Dopo il GreenStream, il gasdotto che porta il gas dalla Libia, a breve sarà la volta di Argo-Cassiopea, il gasdotto sottomarino che porterà il gas alle industrie del Nord, e successivamente del Melita Pipeline, che invece porterà il gas all’isola di Malta. Tre gasdotti in pochi chilometri quadrati e di cui neanche una goccia viene destinata a Gela, considerata invece zona di passaggio e di sacrificio. 
Ecco perché una vasta rete di realtà sociali ha organizzato un convegno, che si svolgerà sabato 10 dicembre alla Pinacoteca comunale, affinché venga proposta un racconto alternativo e critico rispetto al coro unico che domina in città.

Di seguito tutte le informazioni utili:

Sabato 10 dicembre 2022, ore 16
GELA, Pinacoteca comunale, viale Mediterraneo

convegno su
Il nuovo colonialismo energetico e militare di ENI

relatori: 

Daniele Ratti (Assemblea antimilitarista): L’ENI ed il suo ruolo nel “Mediterraneo allargato” quale sintesi della politica estera e della difesa italiana. L’ENI è la soluzione dell’equazione Energia – Profitto – Guerra.
Andrea Turco (giornalista ambientale, A Sud): Gela, la capitale italiana del gas è ancora una città a sei zampe.
Pippo Gurrieri (Movimento NO MUOS): Gela e Niscemi, disastri a confronto.
Erika Garozzo (Rete dei comitati territoriali)
Paolo Scicolone (No inceneritore Gela)

modera: Nicolò Di Stefano (Comitato No inceneritore Gela)

promuovono:
Comitato No inceneritore Gela – Movimento NO MUOS – Assemblea antimilitarista

aderiscono: Stop veleni Augusta – Osservatorio Rifiuti Catania – Associazione A Sud – Associazione Rifiuti zero – Rete dei comitati territoriali siciliani

A riguardo Coordinamento Regionale Comitati NO MUOS 306 articoli
Il Coordinamento Regionale dei comitati NO MUOS è un'aggregazione di comitati NO MUOS che si sono formati in Sicilia negli ultimi anni. Esso nasce dall'esigenza di dar vita ad una serie di iniziative comuni e diffuse riguardanti l'informazione sul MUOS e l'opposizione all'istallazione di questo impianto in modo da estendere quanto più possibile la mobilitazione sviluppata in ogni paese.

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