
L’ultima denuncia si riferisce al 25 gennaio, quando, come al solito, abbiamo provato a impedire tramite l’uso dei nostri corpi l’innalzamento delle famigerate parabole.
Sono tutte azioni che, con orgoglio, noi del movimento e dei Comitati No MUOS rivendichiamo come legittime.
Se l’intento è di spaventarci e dividerci, le forze della repressione sappiano che hanno ottenuto lo scopo inverso. Numerosi sin dalla convocazione in commissariato sono stati, infatti, gli attestati di solidarietà e di stima giunti a tutto il movimento No Muos. E le lunghe ore passate a compilare scartoffie e ricevere le solite paternali ci hanno ricompattato e unito ancora di più.
La strategia per reprimere il dissenso è sempre uguale. E chi obbedisce agli ordini, d’altra parte, manca pure di fantasia oltre che di coscienza: focalizzarsi su Niscemi e più in generale sulle popolazioni locali per troncare alla radice il movimento e soffocare il cuore pulsante dell’opposizione al Muos.
Siamo certi che il movimento No Muos non farà mancare il supporto di parole, sentimenti e azioni, come già altre volte prima di oggi. La nostra risposta sarà sempre più forte delle vostre accuse.
E la repressione non ci fermerà. Mai.

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