Marines nelle scuole? No, grazie!

Lettera aperta delle Donne No MUOS No War

Cari genitori, sono sempre più frequenti  le circolari scolastiche che invitano a far partecipare i nostri figli a progetti  formativi, orientativi e culturali, gestiti dai NAS, ossia dai Marines di Sigonella.

Nessun razzismo, assolutamente, niente che abbia a che fare con il popolo americano, ma con la guerra travestita da buon samaritano sì! La scuola, luogo di formazione e  crescita dei futuri cittadini, dovrebbe essere più che mai attenta e responsabile a non condizionare e indottrinare con simboli,  immagini e  azioni  che non siano eticamente accettati. 

Non  credete che, oltre alla scuola, abbiamo fallito anche noi come genitori che permettiamo di manipolare le vite dei nostri figli?

E ora, rivolgendoci ai dirigenti scolastici, chiediamo loro: “Abbiamo  perso all’improvviso la nostra storia? Non puntiamo più alla valorizzazione delle vere ricchezze e risorse che ci hanno reso grandi in tutto il mondo? Siamo diventati incapaci di istruire con modelli che non incarnano stereotipi condizionanti? Se il fine è anche lo scambio linguistico, non è possibile cercare altri cittadini di madrelingua inglese che si trovino nei vostri territori? La multicultura, in un paese che ha sempre accolto tutti per natura, deve essere rappresentata dai Marines americani? L’ambiente, l’arte che è da sempre la nostra forza… perché  non li facciamo amare e apprendere  dalle opere di uno dei tanti nostri giovani talenti? All’improvviso non abbiamo più di che far crescere i nostri bambini?

Quando vi presentano Sigonella come risorsa, sappiate che è lì che costruiscono, progettano e realizzano azioni di guerra… vi piace presentare questa realtà ed esempio ai nostri figli?

Sigonella, dal dopoguerra in poi, ci è stata imposta, prezzo della perduta sovranità sulla nostra terra, allettante luogo strategico bellico per chi ha deciso di distruggere terre bellissime come la nostra, per non parlare delle vite di uomini, donne e bambini . Il “buon vicinato”, come da qualcuno maldestramente definito,  è anche  quello che ci ha imposto il MUOS devastando la millenaria sughereta di Niscemi, inquinando e rendendoci obiettivo sensibile a qualsiasi attacco esterno. Però accettiamo i loro pacchetti regalo nelle scuole, forse per riempire quella richiesta formativa che non sappiamo più come soddisfare: così arrivano loro, che le sanno tutte e intercettano le nostre lacune, i nostri fallimenti e  travestiti da buoni samaritani, ci parlano di “multicultura”… Regalano doni riciclati dell’Afghanistan ai nostri poveri, puliscono le strade e, la cosa più grave, plagiano con il nostro consenso le menti dei nostri figli, a cui lanciano il messaggio della carriera militare come ottima prospettiva lavorativa.

Per noi, invece, vero terrorismo addolcito e ammaliato da  divise, mezzi stratosferici da videogioco, muscoli, forza, potenza, per pseudovalori come VITTORIA e POTERE! 


Se solo potessimo comprendere tutte e tutti  la necessità di dover ribellarci e non subire queste sottili  e gigantesche violenze…

La  scuola non può fare entrare la guerra nelle aule, un Marines o un militare in genere, perché fa il mestiere della guerra o di ciò che la guerra comporta.  Non crediamo  alle missioni di pace armate:  la Pace non può tollerare di essere usata da chi maneggia armi e nelle scuole deve entrare solo la “cultura della Pace” che, purtroppo, è respinta per dare voce a chi la Pace non la coltiva.

La Pace non si arma

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Il Coordinamento Regionale dei comitati NO MUOS è un'aggregazione di comitati NO MUOS che si sono formati in Sicilia negli ultimi anni. Esso nasce dall'esigenza di dar vita ad una serie di iniziative comuni e diffuse riguardanti l'informazione sul MUOS e l'opposizione all'istallazione di questo impianto in modo da estendere quanto più possibile la mobilitazione sviluppata in ogni paese.

1 Commento

  1. Quanto siete bigotti e deficienti! Ma perche’ non vi andate a rompere il culo in questi paesi comunisti che esaltate tanto? Non Solo fanno volontariato! Idioti!

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