Sebastiano Gulisano non è un giornalista

Sebastiano Gulisano non è un giornalistaSebastiano Gulisano fuori dall’Ordine dei Giornalisti? Nel cuore No Muos per sempre. Ai giornalisti in regola coi pagamenti e con la burocrazia chiediamo di far sentire la loro voce per fare in modo che l’Ordine ponga fine a questa ingiustizia.

Sebastiano Gulisano non sarà formalmente un giornalista, eppure noi continueremo a considerarlo tra i migliori. Sebastiano Gulisano non è un giornalista nel senso in cui alcuni loschi figuri ci hanno abituati. La sua lunga carriera sempre in trincea basta a dimostrare, visto che sembra essercene bisogno, la sua levatura. E dimostra il suo fare giornalismo controcorrente, con coerenza, intuizione e amore per la narrazione, per la notizia, per un senso di giustizia che lo ha portato a scrivere di mafia in anni in cui tanti suoi colleghi giornalisti, firme dei maggiori quotidiani regionali, giuravano e spergiuravano che la mafia non esisteva. Sebastiano Gulisano non è mai stato un giornalista da scrivania, fin dall’inizio è sempre stato uno di quelli che preferisce vedere con i propri occhi la difficile realtà siciliana. Ha avuto come compagni di viaggio Fava, Orioles e tanti altri coraggiosi Siciliani che sono passati alla storia del giornalismo della nostra Regione e che hanno pagato la loro militanza al servizio di un Giornalismo sotto attacco.

Noi No Muos, Sebastiano Gulisano, lo conosciamo bene. Il suo intuito per le dinamiche sociali lo avevano già portato a Niscemi a raccontare la guerra di mafia che stava terrorizzando il piccolo centro nisseno negli anni Novanta. A Niscemi Sebastiano ci è tornato fin dai primi momenti della lotta No Muos, perché aveva intuito la portata di quel Movimento, anche per la particolarità del contesto sociale in cui nasceva. Per un giornalista vero non sarebbe certo stato necessario un tesserino o una qualche comunicazione dai piani alti, per capire che stava succedendo qualcosa di importante ed era lì, a portata di mano. Eppure tanti suoi “colleghi”, dalle loro comode, sicure e lontane postazioni, nella migliore delle ipotesi, si sono limitati a minimizzare una lotta che ha coinvolto per anni migliaia di siciliani.
Sebastiano Gulisano non ha mai pensato di aspirare a certe poltrone o di abbassarsi a fare le marchette pur di lavorare. Lui è un giornalista libero, un cronista acuto e che preferisce mettere “gli stivali nel fango”, investigare, ricomporre pezzi di quadri d’insieme che altri non vedono. Preferisce ascoltare, dialogare, confrontarsi e vivere le notizie e poi restituire l’informazione a chi legge. Per fare questo non basta e non è necessario un tesserino, è necessaria una dose di onestà intelletuale che nulla c’entra col pezzo di carta. Una professionalità che non ti viene certificata, lo abbiamo spesso appurato, semplicemente per il tuo essere membro dell’Ordine dei Giornalisti. Che l’Ordine non possa tollerare Sebastiano tra i propri iscritti per mere questioni burocratiche è davvero difficile comprenderlo, soprattutto dopo aver sopportato situazioni molto più gravi deontologicamente e moralmente e perché se non altro la sua presenza nell’Albo ne mantiene il decoro. Eppure, lo ammettiamo, non ci stupisce nemmeno un po’. Altrimenti non ci spiegheremmo la penosa condizione e il disordine dell’informazione che regna in questa regione.

Potete seguirlo e leggere i suoi articoli e approfondimenti qui: sul suo blog “IL VIZIO DELLA MEMORIA“.

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